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Recensione Vivo X100 Pro: Non solo fotocamere!

Giusto una manciata di giorni fa abbiamo parlato dell’approdo di Vivo X100 Pro in Europa, in attesa della variante Pro+ che invece probabilmente non vedrà la luce nel vecchio continente. Da appassionati di tecnologia però non potevamo esimerci dal provarlo in versione cinese, sostanzialmente identica al netto del software, la (a mio avviso) eccellente interfaccia Origin OS, qua in versione 4.0 (basata su Android 14). Sarà l’ennesimo gioiellino di Vivo o il Dimensity 9300 rappresenta una battuta d’arresto? Scopriamolo.

Scheda tecnica
* SoC: MTK Dimensity 9300 Octa Core 4nm con GPU Immortalis-G720, ISP Vivo V3
* RAM: 12/16 GB LPDDR5X Quad Channel
* Storage: 256GB/512GB/1TB UFS 4.0 (non espandibili)
* Display: OLED LTPO 6.78 120 Hz 2800x1260px, screen to body ratio 93%
* Fotocamere:
* Main 50 MP f/1.75 (Sony IMX989) (28mm equivalenti), sensore da 1″, stabilizzato
* Tele 50 MP Zeiss APO f/2.5 (Omnivision OV64B) con zoom 4.3x (100mm equivalenti), stabilizzato, lenti flottanti

* UW 50 MP f/2.0 (Samsung S5KJN1) con OIS (15mm equivalenti)

* Anteriore 32 MP f/2.0 (Samsung S5KGD2)
* Video: 8k 30fps (main), 4k 60fps (uw, tele), 1080p 60fps (front)
* Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, Dual SIM

* Sensori e porte: Sensore di gravità, Sensore impronta (under display), Bussola, Sensore di luce ambientale, speaker stereo, sensore temperatura colore, laser autofocus, infrarossi, sensore antisfarfallio, sensore multispettro, porta Type C 3.2 Gen 1 con uscita Display Port, certificazione IP68
* OS: Origin OS 4 basato su Android 14 (patch di novembre 2023 al momento della recensione)
* Batteria: 5400 mAh con ricarica a 100W (50W wireless)
* Dimensioni: 164,05×75,28×9,05mm
* Peso: 221g

Unboxing

La confezione comprende:

  • Il telefono
  • Estrattore SIM
  • Cavo USB
  • Caricatore 100W
  • Cover

Estetica e Materiali

Appena lo si prende in mano la prima cosa che colpisce è sicuramente la costruzione: la sensazione di qualità è elevatissima, l’assemblaggio è impeccabile e, nonostante dimensioni e peso importanti, l’ergonomia è buona. Il frame è in alluminio, mentre il retro è in vetro con una finitura davvero pregiata (dipendentemente dal colore, cambia anche la trama). Lo smartphone in nostro possesso è nella colorazione Star Blue, affascinante e non pacchiana. Ovviamente nel momento in cui si esprime un giudizio estetico la componente soggettiva è imprescindibile, ma l’aspetto qualitativo non è certamente in discussione. Vivo non la conosciamo certo adesso e sin da quando vendeva i propri smartphone solo in patria si è distinta per l’elevatissima qualità dei propri dispositivi.

Batteria e connettività

Vivo ha optato per una doppia batteria da 2700 mAh (è una soluzione che troviamo spesso sugli smartphone attuali per favorire la ricarica veloce): 5400 mAh non sono pochi e riescono ad offrire un’autonomia (nonostante il SoC molto prestante, di cui parleremo dopo) estremamente buona. Ad onor del vero, bisogna dire per massima correttezza che Origin OS è un’interfaccia che tende tantissimo (di default) ad applicare un risparmio energetico abbastanza aggressivo, come accade con tutte le UI cinesi pensate per il mercato interno. Abilitando tutte le notifiche e disabilitando il risparmio energetico sulle singole applicazioni inevitabilmente i consumi saranno maggiori, ma non tanto da spostare l’asticella dell’autonomia: anche nelle giornate più intense difficilmente resterete senza energia. Come se non bastasse, la ricarica a 100W consente di ricaricare completamente lo smartphone in circa mezz’ora (12 minuti per caricare il 50%). Anche la ricarica wireless è molto veloce (50W). La porta type C è di tipo 3.2, per cui avrete anche l’uscita video.

Quando si parla di connettività in relazione a telefoni pensati per il mercato cinese bisogna ovviamente sottolineare la presenza (o l’assenza) di alcune bande: fortunatamente c’è praticamente tutto, tranne le mmWave a 26 GHz, dettaglio che in realtà è trascurabile non essendo al presente sfruttate. Per farvi capire che si tratta di un particolare irrilevante, vi basti sapere che nemmeno un top assoluto come Galaxy S23 Ultra le supporta, così come Xiaomi 13 Ultra, Pixel 8 pro e tanti altri smartphone. La ricezione è ottima, la rete dati prestante ed il Wi-Fi molto stabile. Il Wi-Fi 7 con doppia antenna MiMo 2×2 è una certezza. Purtroppo non ho a disposizione un router Wi-Fi 7 ma “solamente” un router Wi-Fi 6E, per cui non ho potuto sfruttare appieno le performance della mia rete. Il chip NFC è perfettamente funzionante (anche per i pagamenti), mentre purtroppo Android Auto non è disponibile sugli smartphone cinesi.

Display, vibrazione, audio e sensori

Bellissimo il display da 6.78 pollici (curvo), ovviamente AMOLED, con tecnologia LTPO e refresh fino a 120 Hz. La risoluzione è buona, sebbene sia un po’ a metà tra il FHD+ e il 2K. All’atto pratico, parliamo di un display di altissima qualità, con colori naturali e numerosi settaggi, sia relativi al punto di bianco che al preset colore. E’ presente anche la regolazione della temperatura colore in base alla luce ambientale. Vivo ha posto anche particolare attenzione alla salute degli occhi, con una modalità protezione occhi tra le più complete in circolazione. La luminosità automatica funziona benissimo, luminosità che tra l’altro (al di là dei numeri, che sono ad ogni modo impressionanti, visto che parliamo di 3000 nits di picco) è molto alta e rende il display leggibile in ogni situazione.

L’audio stereo è nella media: da Vivo mi sarei aspettato di più a livello di corposità del suono. iPhone 15 Pro Max gli è superiore da questo punto di vista. Bene invece l’ascolto tramite cuffie bluetooth, i codec supportati sono numerosi e la latenza è minima, così come l’ascolto usando la porta type C (non è presente il jack audio). C’è pure un DAC dedicato (confermato dalla modalità Hi-Fi attivabile su quasi tutte le applicazoni, disponibile solo se ci sono auricolari collegati) che dovrebbe essere il CS43131, un chip che supporta anche i file audio in formato DSD. Resta un po’ di amarezza per l’audio degli speaker, che pur non essendo un disastro totale è piuttosto lontano dalle aspettative. Il feed della vibrazione è buono (settabile su tre livelli) deciso e preciso, ma non particolarmente potente. Si tratta comunque di mero gusto personale, il motorino di vibrazione è di qualità ed è piuttosto ben integrato nel sistema.

I sensori ci sono quasi tutti, anche il sensori di temperatura colore e di spettro per le fotocamere e il blaster ad infrarossi, spesso dimenticato, ad eccezione del barometro. Il fingerprint è velocissimo e affidabile, una goduria.

Software e Performance

Origin OS 4 non stravolge in modo evidente l’esperienza già di livello (come affidabilità) già apprezzata con la precedente versione. Le patch sono aggiornate a novembre ed ovviamente è su base Android 14. E’ estremamente complesso eseguire un’analisi di Origin OS, perché trattandosi di un’interfaccia pensata per un mercato profondamente differente dal nostro ci sono moltissimi servizi che in Europa sono sostanzialmente inutili, incluse le numerosissime app preinstallate (davvero un numero spropositato), ma sappiamo bene che in Cina gli accordi con gli sviluppatori di app sono frequentissimi e non bisogna scandalizzarsi. Quello che offre Origin OS è un ambiente confortevole, curato nei dettagli e molto personalizzabile. I servizi Vivo, tramite l’assistente Jovi, sono così numerosi che sarebbe inutile fare un elenco. Per fare un paragone con un ecosistema a noi familiare, il livello di integrazione con la vita dell’utente medio, dai viaggi alle spedizioni passando addirittura per la gestione dell’auto. Se avete un’auto compatibile infatti sarà possibile addirittura, senza servizi esterni, eseguire il mirroring dello smartphone, sincronizzare app di navigazione e video e riprodurre sul cruscotto della vettura le mappe (cinesi). Ovviamente detto così è forse fin troppo semplicistico, sarebbe bello vedere fisicamente all’opera tutte queste funzionalità. Parlavamo di un alto livello di personalizzazione: l’estetica è curata e ci sono davvero tanti bei widget, anche dinamici, ed addirittura il Launcher permette quasi di impostare tutto ad immagine e somiglianza, a partire dalla forma e dalle dimensioni delle icone fino ad arrivare all’integrazione del meteo nella home con degli effetti di sicuro impatto. Altro aspetto che apprezzo è che non si ha la sensazione di voler scimmiottare iOS come spesso accade con le UI cinesi: Vivo ha optato per un approccio originale e, passatemi il neologismo, usercentrico. Android auto purtroppo non è supportato, come d’altronde nativamente non sono presenti i GMS. O meglio, sono “dormienti”. Fortunatamente Vivo ha deciso di consentirne l’abilitazione in modo molto semplice. Ho installato il Play Store letteralmente con un click e funziona tutto alla perfezione, incluso Google Wallet. Come sempre, non manca la certificazione Google. La lingua italiana è presente, le traduzioni non sono propriamente il massimo della vita ma onestamente ho visto anche di peggio su dispositivi venduti ufficialmente nel nostro paese. Molti altri dispositivi cinesi non compiono nemmeno lo sforzo di inserire un sistema multilingua.

Sia per merito di Origin OS che per merito dell’ottimo Dimensity 9300 le prestazioni sono eccellenti. Fulmineo nell’apertura delle applicazioni e fluido qualsiasi cosa stiate facendo. Non scalda, non drena batteria ed i primi problemi di cui parlavano alcune testate estere legate al throttling non li ho riscontrati. Potrebbe anche essere frutto dell’aggiornamento uscito proprio nei giorni successivi all’acquisto. A proposito di aggiornamenti, non abbiamo informazioni sulle politiche a lungo termine, ma finora Vivo sui dispositivi che abbiamo provato ha sempre aggiornato con buona regolarità, praticamente quasi tutti i mesi. Per darvi un’idea delle chicche presenti su Origin OS potete vedere la galleria sottostante, altrimenti occorrerebbe dedicare un articolo solo a questa splendida UI.

Foto e Video

Sui top di gamma ormai Vivo ha una fama consolidata in ambito fotografico (su smartphone, prima che i fotografi “tradizionali” ci spediscano le teste di cavallo in redazione), merito della proficua collaborazione con Zeiss, che non si limita ad un loghetto messo qua e là: Zeiss ha contribuito attivamente sia sul software che su alcune soluzioni hardware, come la nuova lente flottante con trattamento Zeiss T e tecnologia APO sul sensore tele. Abbiamo tre sensori da 50 MP: sulla main camera il collaudato sensore da 1″ di Sony (IMX989), sulla UW un sensore più modesto ma che (lo vedrete nei sample) ha superato le mie perplessità (Samsung JN1) e come tele un sensore di Omnivision (OV64B, usato da molti midrange come sensore principale) con lente periscopica Zeiss APO e lunghezza focale equivalente di 100 mm (4.3x di zoom).

Come sono le performance fotografiche? Da riferimento. Senza se e senza ma, è uno smartphone dal comparto fotografico completo e versatile, affidabile che lascia pure all’utente la libertà di decidere o meno quanto rendere invadenti gli algoritmi software. Ovviamente il mio è un giudizio non da fotografo ma da utente che fotografa con lo smartphone, categorie differenti (non mi permetterei mai di andare ad colpire la sfera lavorativa di un fotografo professionista). Ma sta proprio lì, a mio avviso, la genialità di Vivo nel comparto fotografico: rendere semplici le cose difficili, coadiuvare l’utente con strumenti ben pensati e permettere anche un po’ di creatività. C’è da sistemare qualcosa nei file raw, che sembrano un po’ meno lavorabili rispetto a quelli (eccezionali) di Apple e Xiaomi. Niente che non si possa risolvere con un aggiornamento. La qualità della tele è davvero ottima, anche andando leggermente oltre il 4.3x (avvalendosi quindi del crop dell’immagine, possibile grazie ai 50 MP), la resa generale delle immagini è sempre buonissima e lo shutter lag contenuto se non inesistente. Anche la ultrawide realizza ottimi scatti. I video sono pure di buonissima qualità sia nel dettaglio che nella stabilizzazione. Personalmente trovo i video in 8K 30 fps ancora poco sfruttabili e consiglio pertanto il 4K 60fps, supportato da tutte e tre le cam posteriori. Durante la registrazione video è possibile switchare tra le cam. La cam anteriore è da 32 MP, a fuoco fisso, e non supporta i video in 4K (mentre supporta senza problemi la registrazione di ritratti video “cinematografici”, come li chiama Vivo). Una scelta che lascia l’amaro in bocca.

Le modalità creative sono numerose e non mancano astrofotografia, cibo, esposizione lunga, architettura, superluna, multifotocamera e tanto altro. Molto buoni anche gli strumenti di editing delle immagini, coadiuvato da un’ottima app dedicata alla fotografia per ritocco e condivisione. L’unica cosa che manca, paradossalmente, è la funzione per isolare il soggetto dallo sfondo. C’è davvero di tutto (inclusa la regolazione di alcuni parametri del viso e dello skin tone), ma non questo. Curioso. Senza mezzi termini, comunque, Vivo X100 Pro può essere definito uno dei migliori smartphone in questo ambito.

Galleria fotografica

Prezzo e Conclusioni

Non sappiamo quale sarà il prezzo in Italia, ma ipotiziamo (e temiamo) che si supereranno abbondantemente i 1000 €. La versione cinese in nostro possesso (nel taglio 12/256GB) costa circa 750 € in rete, ma francamente è una scelta che consigliamo solo a chi sa davvero ciò che acquista ed è consapevole delle limitazioni che uno smartphone progettato per tutt’altro mercato porta con sé. Il telefono non si discute, è completissimo e al netto di piccole sbavature (nessuno è immune, purtroppo) regala una user experience favolosa, per merito anche di un software come Origin OS, curato in modo maniacale. La Funtouch è più sobria e minimalista, ma siamo sicuri che anche la variante Global di questo smartphone non deluderà le aspettative.

 

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