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Recensione Sony Xperia 5 V: Coerente, forse troppo

Sony Xperia 1 V, che abbiamo recensito non molto tempo fa, ci era piaciuto molto, sebbene alcune scelte dell’azienda ci fossero ancora una volta sembrate infelici. In mezzo a tanti miglioramenti, in particolar modo degli automatismi e degli algoritmi del comparto fotografico, c’erano ancora alcuni aspetti controversi, unitamente ad una certa difficoltà nel reperirlo sul mercato. Xperia 5 V sarà diverso?

Scheda tecnica
* SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Gen. 2
* RAM: 8 GB
* Storage: 128GB UFS 3.1 (Espandibili)
* Display: 6.1 OLED flat 120 Hz FHD+ 21:9
* Fotocamere:
* Main 48 MP f/1.9 OIS 24mm con zoom lossless 2x (Exmor T)
* Ultrawide 12 MP f/2.2 16mm
* Anteriore 12 MP f/2.0 24mm
* Video
* 4k 60fps (tutte), 4k 120 fps (main, UW)
* Connettività: 5G, Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.3, NFC, Dual SIM (SIM+eSIM)
* Sensori e porte: Sensore di gravità, Sensore impronta (laterale), Bussola, Sensore di luce ambientale, sensore di luminosità, speaker stereo, barometro, certificazione IP68, jack audio
* OS: Android 13 (patch di settembre 2023 al momento della recensione), 2 major updates
* Batteria: 5000 mAh con ricarica a 30W (50% in 30 minuti), ricarica wireless
* Dimensioni: 154.0×68.0x8.6mm
* Peso: 183g

Unboxing

La confezione comprende:

  • Il telefono
  • Estrattore SIM

Estetica e materiali

Sony, ormai da un po’ di anni, ha deciso di intraprendere una scelta ben precisa, rendendo profondamente riconoscibili i propri smartphone. Xperia 5 V lo vedi da lontano che è un Sony, con i tratti distintivi che lo caratterizzano: il tasto di scatto a doppia corsa (comodissimo), il design austero ma elegante, la qualità costruttiva da primo della classe, i materiali azzeccati (Gorilla Glass Victus 2 davanti e dietro e frame in alluminio. Per contro, Sony si ostina nel proporre un form factor (21:9) che ancora non comprendo e che col passare del tempo sembra assumere sempre meno senso, come i cornicioni alle due estremità (con la cam anteriore quindi non “annegata” nel display), che unitamente all’aspect ratio che lo contraddistingue lo rendono solo relativamente compatto. E’ sì stretto, ma nonostante il display da 6.1 pollici è alto ben 15.4 cm. Per darvi un termine di paragone, Pixel 8, anch’esso compatto, è più corto di 4mm a fronte di una diagonale del display di 6.2 pollici ed una superficie dello schermo sicuramente più ampia. Il telefono è bello, ben costruito, senza sbavature, ma sembra uscito -in soldoni- 5 anni fa.

Batteria e connettività

La ricezione sui Sony è sempre un aspetto controverso: personalmente nella recensione del fratellone Xperia 1 V avevo parlato di una ricezione non sempre ottimale sui dispositivi dell’azienda, ma mi devo ricredere. Facendo un uso più approfondito dello smartphone, anche usando due operatori diversi, non ho avuto problemi di sorta, né in ambienti chiusi né in mobilità. Credo sostanzialmente che quello che distingue Sony da altri smartphone sia la “linearità” delle tacche del segnale, che magari utilizzano una scala diversa. Il Wi-Fi 6E è ottimo, la perdita di segnale nell’altra stanza è contenuta e le performance restano buone. Il bluetooth 5.3 non ha alcun problema ed ho apprezzato molto i codec audio supportati, che permettono un’eccellente qualità audio quando si utilizzano anche cuffie bluetooth. NFC stabile e privo di sbavature. Sopra la media il comfort in chiamata: mi hanno sentito benissimo ed io ho sentito bene i miei interlocutori, sono rimasto positivamente colpito.

La batteria è probabilmente il pregio migliore di Xperia 5 V: pensate che in una giornata intensa come quella in cui ho testato tutti gli aspetti del telefono ed ho passato diverse ore in mobilità, facendo foto e video e utilizzando a lungo Android auto wireless sono arrivato alle 22 circa con circa 5 ore di schermo e oltre il 40% di autonomia residua). Mostruoso. La ricarica non è velocissima, ma in circa un’ora e venti potrete caricarlo completamente. Supporta la ricarica wireless, anche inversa.

Display, vibrazione, audio e sensori

Sony non può deludere lato display, ed infatti non delude affatto. Non ci sono state fornite informazioni sulla luminosità massima, ma il display è perfettamente leggibile anche in esterna ed è senza dubbio di grande qualità. I colori sono fedeli, la definizione è ottima e il refresh a 120 Hz chiude il cerchio. Come già anticipato nel capitolo dedicato al design, quello che stona è il form factor, diverso da tutti gli altri e che di fatto torna utile solo in pochissimi casi, come la fruizione di contenuti multimediali pensati per quello specifico formato, anche perché lo sviluppo in lunghezza nella navigazione web, con i siti che ormai sono tutti responsive, non è un vantaggio. La coerenza di Sony nel portare avanti un determinato stile ormai è un freno e non un punto di forza. La vibrazione è notevole, una delle migliori che possiate immaginare, ed è buono anche il modo in cui Sony l’ha implementata all’interno del sistema. Un’azienda leader nel settore audio come Sony non poteva sicuramente sbagliare: l’audio che esce dagli speaker, pur non assordante, è bilanciato e pulito, come ottimo è l’audio in cuffia tramite il jack audio (forse l’unica azienda che ancora punta sul jack sulla fascia alta, cosa apprezzabilissima). Anche usando cuffie e auricolari bluetooth la qualità resta molto elevata. Il fingerprint, inusuale nei top di gamma ma una conferma per Sony, è laterale. Niente da eccepire, è affidabile e veloce. L’assenza dello sblocco facciale però un po’ mi ha lasciato interdetto: capisco che non sia considerato giustamente uno sblocco sicuro, ma devo essere io a non volerlo, senza che me lo imponga il produttore dello smartphone. Scelta curiosa e con poco senso, secondo me.

Software e Performance

Sony non muta la propria filosofia nemmeno sul software, un’interfaccia estremamente vicina a quella stock con qualche interessante feature, soprattutto per la creazione di contenuti foto e video e la registrazione di video per professionisti. Alla fine non si sente la mancanza di nessuna funzionalità in particolare, ma se siete abituati ad interfacce come quelle di Samsung e Xiaomi, per fare un esempio, sicuramente noterete un certo “impoverimento”. Non necessariamente un male, tutt’altro. La fluidità è eccellente, talmente buona che quasi (ripeto, quasi, prima che intervengano i die hard fans del refresh rate, in cui mi riconosco) potreste usarlo a 60 Hz senza che ciò vi disturbi. Indubbiamente a 120 Hz la morbidezza delle animazioni e lo scrolling sono tutt’altra storia, ma l’ottimizzazione di Sony è ancora oggi eccellente. A differenza di Xperia 1 V, Sony su questo smartphone ha optato per memorie UFS 3.1, esattamente come fatto da Samsung su S23 nella variante da 128GB. Vero che nel quotidiano non ci sono differenze apprezzabili, ma visto che parliamo di uno smartphone da 999 € mi sarei aspettato delle UFS 4.0. Lo Snapdragon 8 Gen. 2 si conferma un SoC con un rapporto prestazioni-consumi straordinario. Abbiamo già parlato dell’ottima autonomia di questo smartphone, che si pone ai vertici tra i dispositivi di fascia alta. Facendo un throttling test ho notato che purtroppo dopo pochi minuti le performance droppano al 60%, questo a causa del calore sprigionato dallo smartphone che si nota spesso anche con un utilizzo normale. Se è vero che nell’uso di tutti i giorni performance e autonomia non ne risentono, credo che alla lunga risulti un po’ fastidioso trovarsi tra le mani uno smartphone spesso tiepido se non caldo.

L’ottimo software di Sony ha però un problema che per me -a queste cifre- è imperdonabile: non sono uno di quelli che se l’azienda non aggiorna tutti i mesi punta i piedi e fa polemica, ma non puoi offrire solo due major updates su uno smartphone che sfiora i 1000 €. Imperdonabile.

Foto e Video

Sony è uno dei maggior produttori di sensori fotografici, non solo per smartphone, ma ha sempre avuto un approccio molto diverso dalla concorrenza se si parla di sviluppo degli algoritmi di post-produzione. L’idea di avere una “mirrorless in tasca” (che di fatto è il concetto che Sony voleva far passare), però, si scontra di fatto sia con i limiti hardware sia dei sensori che delle lenti che è possibile montare su uno smartphone, sia con le necessità degli utenti. Questo lo hanno capito prima di tutti Google e Apple, Google con la sua Google camera, in grado di restituire un ottimo livello di dettaglio, colori piacevoli e di sicuro impatto (non necessariamente naturalissimi) senza troppa fatica, Apple allo stesso modo ha semplificato tantissimo la vita degli utenti e ha dominato la scena per molto tempo nella registrazione video (probabilmente è ancora così). Difficilmente, nel punta e scatta, farete brutte foto con questi due smartphone.

Personalmente ritengo da sempre che la fotografia su smartphone e quella tradizionale, pur non dovendosi “scontrare”, partano da presupposti diversi per moltissime ragioni, in primis l’utenza, per cui è importante che un’azienda che produce smartphone curi anche questo dettaglio rendendo foto e video molto più friendly, cosa che a Sony in passato è spesso mancata. Con Xperia 5 V Sony continua il buon lavoro fatto con Xperia 1 V, integrando meglio la registrazione video nell’app stock della fotocamera (non apre più un’app esterna) mantenendo comunque tutte le funzionalità evolute marchio di fabbrica di Sony, anche e soprattutto nella registrazione video, con due app come Video Pro e Cinema Pro palesemente destinate ad un’utenza realmente professionale. Ho visto delle clip davvero impressionanti realizzate con gli ultimi smartphone di Sony, sfruttando proprio la regolazione fine dei parametri che Sony permette. Regolazione fine presente anche nell’app fotocamera, con svariate modalità semi-automatiche e una modalità manuale completa. Ovviamente chi vuole fare un uso “smartphone” della fotocamera ha a disposizione la modalità basic e la modalità auto. La modalità auto rispetto alla basic integra l’istogramma, la visualizzazione immediata dei parametri di scatto e le regolazioni sulla messa a fuoco. Si tratta comunque di una modalità più evoluta rispetto alla media. La maggior parte degli utenti sceglierà sicuramente la basic, che offre rapido accesso alla modalità bokeh e alla modalità notte, due novità importanti, che fino a un anno fa erano impensabili, a cui Sony si è dovuta adeguare. Come? Benino, ma non benissimo, purtroppo. La modalità notte non è sempre efficace, anche se sufficiente per le necessità dell’utente medio, mentre la modalità ritratto è un vero e proprio disastro: meglio disattivarla e mantenere lo sfocato naturale offerto dall’ottimo sensore, meno violento e più naturale. Non bene anche l’HDR, che spesso non interviene anche se ce ne sarebbe bisogno (potete vedere alcuni esempi in galleria). Personalmente ho avuto, in certi casi, bisogno di rifare la foto perché la messa a fuoco non era ottimale. Come potete vedere, comunque, gli scatti sono buoni, talvolta decisamente molto buoni, in particolare nella resa cromatica e nei ritratti (senza modalità bokeh, mi raccomando), con un incarnato naturale e realistico. Una conferma di quanto di buono Sony sta facendo per cercare di avvicinarsi faticosamente alle esigenze degli utenti meno esperti.

I video, al di là delle due app pensate per gente che sa dove mettere le mani, sono molto buoni anche in automatico. Colori, dettaglio e stabilizzazione rendono giustizia all’ottimo comparto hardware. E’ possibile anche girare video in 4K 120 fps sia con la main camera che con la ultrawide. A proposito di fotocamere ausiliarie, nella media sia la ultrawide che la frontale, che restituiscono un buon dettaglio sia di giorno che di sera, sia nelle foto che nei video. La frontale è in grado di catturare video in 4K a 60fps, molto bene. Manca una modalità automatica “cinematografica” come quelle presenti su iPhone e sui Pixel, ma probabilmente è chiedere troppo in questa fase.

Galleria fotografica

Prezzo e conclusioni

Sony Xperia 5 V costa 999 € di listino, prezzo che su strada è addirittura più alto. Non è sempre facile trovarlo, a causa di una politica di distribuzione un po’ strana da parte di Sony. In questo momento considerate che è disponibile solo su Amazon UK (al di là di altri venditori terzi che importano lo smartphone) a 994 € circa escluse tasse e dogana, quindi probabilmente si potranno superare i 1100 €. Sapete il vero problema di questo smartphone, anche ammesso che la disponibilità intracomunitaria migliori? A questo smartphone manca un’utenza ben delineata. Il professionista vero e proprio difficilmente lo userà per le doti fotografiche, scontrandosi con le limitazioni di uno smartphone. L’utilizzatore occasionale punterà su smartphone più completi ed affidabili nel punta e scatta. Restano i fan sfegatati, ma basteranno?

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