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Recensione Oneplus 12: Quest’anno sarà guerra!

Mai accontentarsi (Never settle). Flagship killer. Questi i payoff che hanno accompagnato Oneplus sin dalla sua nascita, slogan che però da qualche anno a questa parte non sono stati rispettati nella realtà: vuoi per un listino ritenuto troppo alto o per qualche lacuna, Oneplus è rimasta spesso in una sorta di limbo, parzialmente abbandonato con l’ottimo Oneplus 11. Oneplus 12 è il prodotto di casa Oneplus che forse più converge verso Oppo, vista la latitanza di questo brand sui top gamma in Europa.

Scheda tecnica
  • SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Gen 3
  • RAM: 12/16 GB LPDDR5X
  • Storage: 256/512GB UFS 4.0 (non espandibili)
  • Display: 6.82″ AMOLED LTPO QHD+ ProXDR 120 Hz 3168x1440px, 1600 nits -HBM (4500 nits di picco)
  • Fotocamere:
    • Main 50 MP f/1.6 con OIS (Sony LYT-808), trattamento ALC, 23mm equivalenti
    • Ultrawide: 48 MP f/2.2 (Sony IMX581) con AF e modalità macro (3.5mm), 14 mm equivalenti
    • Tele: 64 MP 3x con OIS f/2.6 (Omnivision OV64B) con AF, trattamento ALC, 70mm equivalenti (3x), 145mm equivalenti (6x con crop Lossless)
    • Anteriore 32 MP f/2.4 (Sony IMX615) no AF
    • Video: 8K 24fps/4K 60fps/FHD 480fps (main), 4K 60 fps (UW, tele), 4K 30fps (front)
    • Connettività: 5G, Wi-Fi 7 (2×2 MIMO), Bluetooth 5.4, NFC, Dual SIM, eSIM
  • Sensori e porte: Sensore di gravità, Sensore impronta (under display), Bussola, Sensore di luce ambientale, sensore di prossimità, giroscopio, sensore antisfarfallio, sensore di spettro colore, speaker stereo, IR Blaster, USB 3.2
  • OS: Oxygen OS su Android 14 (patch di novembre 2023 al momento della recensione)
  • Batteria: 5400 mAh con ricarica a 100W (50W wireless)
  • Dimensioni: 164.3×75.8×9.15mm
  • Peso: 220g

Unboxing

La confezione comprende:

  • Il telefono
  • Estrattore SIM
  • Cavo USB
  • Caricatore 100W
  • Pellicola preapplicata

Estetica e Materiali

Oneplus 12 non si stacca nettamente dal passato, ma perfeziona un design di per sé originale. L’estetica è e resterà un parametro profondamente divisivo, ma Oneplus 12 per noi è bello, bellissimo. La colorazione verde ha una trama quasi “marmata” che può ricordare effettivamente alcune tipologie di rivestimento, ma la resa al tatto è favolosa. Il Gorilla Glass 5 posteriore, opaco e ruvido, è sicuramente originale. Il bump della fotocamera, grandissimo, ha un frame in metallo e una parte in vetro, che va a coprire le fotocamere vere e proprie con una finitura circolare di grande impatto. Bellissimo l’effetto che restituisce nel complesso, con le fotocamere (tre, tutte utili) ed i sensori protetti come se fosse quasi una teca. Unico neo è l’ergonomia: non è troppo grande, è pesante ma non pesantissimo, tuttavia fa poco grip e consigliamo caldamente una cover per non rischiare un disastro annunciato.

Batteria e connettività

Oneplus 12 monta il nuovo Snapdragon 8 Gen 3, che già abbiamo conosciuto con il nuovo flagship di Nubia, un SoC che a dispetto delle premesse, con screen e test poco edificanti circolati in rete, sembra il degno successore del riuscitissimo Gen 2. Oneplus ha optato per un sistema di raffreddamento chiamato Dual Cryo-velocity, ritenuto più grande ed efficiente degli altri smartphone (a vantaggio quindi anche della batteria). I 5400 mAh di cui si fregia Oneplus 12 sono adeguati allo smartphone. e la batteria è sufficiente per coprire la giornata e -se utilizzato in modo non troppo intensivo- anche parte della successiva. Con uso intenso a volte è risultato tiepido al tatto, ma mai troppo caldo e non sembra nemmeno risentirne l’autonomia. Difficile dare un valore numerico all’autonomia (non sarebbe nemmeno giusto, talvolta ci esponiamo perché ce lo chiedete in tanti) perché, come sempre, i risultati ottenuti da noi potrebbero non rispecchiare i vostri. Se proprio dobbiamo sbilanciarci possiamo -in media, 50% wi-fi- darvi un valore indicativo di circa 6/7 ore SOT, dipendentemente dalle condizioni della rete e dalle attività che andrete a svolgere, nonché dall’ambiente dove userete lo smartphone: se giocate all’aperto, naturalmente, durerà sensibilmente meno rispetto alla navigazione in ambiente chiuso. La ricarica a 100W impiega circa mezz’ora per essere completata (poco più di 10 minuti per il 50%), mentre la ricarica wireless (a ben 50W) richiede circa un’ora per caricare da 0 a 100.

La connettività è completa: la ricezione non è buona solo nelle specifiche (il sistema di antenne è particolarmente curato) ma anche e soprattutto riscontrabile nell’uso di ogni giorno. Il telefono non perde un colpo e la rete dati è stabile e performante, come il Wi-Fi 7 dotato anch’esso di antenne omnidirezionali 2×2 MIMO. Noi abbiamo potuto verificare solo il Wi-Fi 6E, non avendo un router Wi-Fi 7, con risultati eccellenti e superiori ad esempio a quelli ottenuti da iPhone 15 Pro Max. Pure la copertura, spostandoci nell’altra stanza, è risultata in linea con i migliori smartphone. Il chip NFC è ovviamente a 360 gradi e non ha alcun problema. Il Bluetooth 5.4 supporta numerosi codec ed offre performance eccellenti sia collegando uno smartwatch sia cuffie o auricolari. Non abbiamo bug o incompatibilità utilizzando svariati tipi di periferiche.

Display, vibrazione, audio e sensori

Oneplus ha voluto esagerare! 4500 nits di picco (1600 HBM, quindi il valore massimo realmente raggiungibile in condizioni normali), risoluzione alta (3168x1440px, 510 ppi), 120 Hz, pannello LTPO (da 1 a 120 Hz) specifiche di altissimo livello. Questi sono i numeri di cui si fregia lo smartphone, senza considerare la dicitura ProXDR che sta ad indicare una gamma dinamica molto ampia. Tutto molto bello, ma… com’è lo schermo? Indubbiamente molto bello, definito, con bei colori e molto luminoso anche in ambienti esterni. Protetto da un vetro Victus 2, dovrebbe in teoria essere anche resistente, ma preferiamo non approfondire! Oltre alla gradevolezza nell’uso quotidiano ci sono numerosi settaggi per proteggere la vista nel caso ci sia bisogno di un uso prolungato, incluso l’antisfarfallio. Il profilo colori è settabile in ogni particolare, le modalità comfort visivo e riposo sono programmabili. Il settaggio per i colori naturali (apparentemente la descrizione combacia con la modalità comfort visivo, con risultati però diversi) sembra quanto di più vicino ci sia in ambito Android al True Tone di casa Apple (anche XIaomi, ad esempio, integra sugli smartphone di fascia alta qualcosa di simile), dettaglio che farà felici molti. In sostanza, non solo siamo davanti ad un panello di innegabile qualità ma il software di Oppo ehm… Oneplus, consente di di fare praticamente qualsiasi cosa per renderlo compatibile con le nostre esigenze e le nostre preferenze.

Esistono anche degli algoritmi (coadiuvati da un processore di immagine proprietario chiamato Pixelworks X7) per migliorare la resa visiva sia in game che durante la fruizione di contenuti multimediali. Nel quotidiano ammetto di non averci fatto particolarmente caso, ed essendo abituato all’ottimo algoritmo di Apple nei giochi forse è pure un buon segno.

Oneplus si è concentrata anche sul digitalizzatore, con un sistema di algoritmi chiamato HyperTouch per prevenire tocchi involontari e massimizzare la precisione del touchscreen. Indubbiamente scrivere con questo smartphone è un grande piacere (a differenza di qualche Oneplus del recente passato che sembrava faticare nella latenza del touchscreen) ed è uno dei migliori smartphone mai provati in tal senso. Sulla questione tocchi involontari, invece, la situazione è differente. Mi spiego meglio. Durante l’uso della fotocamera, a seconda di come impugnerete lo smartphone potreste avere difficoltà ad abilitare alcune impostazioni proprio perché il telefono rileva tocchi ai bordi. Un semplice aggiornamento basterà sicuramente per risolvere questo piccolo intoppo. Con il tempo imparerete anche ad impugnarlo in modo che ciò non avvenga.

La vibrazione è da Oneplus. Secca, decisa, precisa e settabile nell’intensità e addirittura nel feed che deve restituire (più secco o più morbido). Questa è anche integrata in modo intelligente all’interno del sistema e pure nella digitazione rappresenta un bel valore aggiunto.

L’audio è davvero ottimo, composto da due speaker reali e compatibile con Dolby Atmos (come più o meno tutti). Quello che ho apprezzato, rispetto a molti competitors, è la presenza di qualche forma di frequenza medio-bassa, spesso poco percettibile sugli smartphone, che rendono il suono più caldo della media. Non siamo nell’Olimpo della qualità audio ma senz’altro non delude. Anche in chiamata l’audio è di livello, anche in capsula. I microfoni svolgono egregiamente il loro lavoro. Che dire dello slider? Sempre comodissimo.

Il fingerprint rispetta la tradizione ottima di Oneplus sugli sblocchi: veloce e preciso. Abbiamo anche l’emettitore ad infrarossi e la porta USB 3.2, con uscita video ma senza una modalità desktop dedicata. Nessuna certificazione IP, uno dei pochi nei di uno smartphone altrimenti notevole.

Software e Performance

Partiamo dalle prestazioni perché sono veramente estreme. 12 o 16 GB di RAM LPDDR5X, 256 o 512 GB di memoria UFS 4.0 e lo Snapdragon 8 Gen 3. Cosa può andare storto? Niente, credeteci. Lo smartphone è una scheggia in ogni aspetto, non ha nessuna incertezza e può essere stressato a piacimento senza che ceda il fianco. Non abbiamo deliberatamente voluto fare benchmark di sorta, perché possono ingannare e non restituire nel dettaglio l’esperienza d’uso. Oneplus ha sviluppato una serie di algoritmi chiamati “Trinity Engine” che servono nel dettaglio per garantire anche nel tempo (loro dichiarano addirittura 48 mesi ininterrotti) il mantenimento di prestazioni ottimali. Magari ne riparliamo tra quattro anni. Per ora, vi confermiamo che è uno smartphone di una velocità quasi assurda, sensazione visiva accentuata dalle animazioni molto decise della UI di Oneplus, retaggio che mantiene ormai da tempo e che non mette d’accordo tutti (c’è chi preferisce ad esempio le animazioni più morbide di altri smartphone). Al netto di questi piccoli espedienti è evidente come si tratti di uno smartphone velocissimo e fluido, senza se e senza ma.

Il capitolo software merita alcuni appunti: è ormai chiaro come (shelf a parte due widget in croce) la differenza tra Color, Oxygen e Realme UI si riduca a dettagli trascurabili, in particolar modo Color e Oxygen sono realmente sovrapponibili. Abbiamo criticato la Color OS 13 per essere un po’ confusionaria, ma con Android 14 sia Oppo che Oneplus hanno limato molti difetti. Tralasciando i dettagli estetici, che sono soggettivi, così come la presenza o l’assenza di alcune funzionalità che comunque non mettono d’accordo mai tutti (a causa delle diverse esigenze e dei gusti di ciascuno), bisogna ammettere con la massima onestà possibile che non manca praticamente niente. Ci sono tante funzioni e tante possibilità di personalizzazione senza però che l’interfaccia divenga eccessivamente pesante. E’ migliorata anche l’organizzazione dei menu, più intuitivi. Mancano ancora le funzioni legate all’intelligenza artificiale che tanto potrebbero fare la fortuna di Google e Samsung (vedremo), ma non è escluso che in futuro qualcosa di possa muovere anche in casa Oneplus. Personalmente non sento mancanze particolari nell’utilizzo di tutti i giorni, anzi, ne apprezzo la semplicità, anche se alcuni elementi di design personalmente sono lontani dal mio gusto personale. Ma, appunto, è pura soggettività. Numerosi sono i gesti possibili, inclusi i gesti “aerei” che ricordano alcuni tentativi fatti da Samung nel passato. Lo reputo più un esercizio di stile, durante l’uso non vi verranno così naturali. La stabilità del sistema mi è sembrata molto buona, posso dire di non aver trovato bug o glitch grafici a parte forse qualche traduzione “dimenticata” o non perfetta (giusto per cercare il pelo nell’uovo). Oneplus offre 4 anni di aggiornamenti, senza specificare se questo include anche 4 major updates (ma ci auguriamo di sì). Oneplus non è certo Apple, Google o Samsung ma finora ha sempre supportato dignitosamente i propri dispositivi.

Foto e Video

Il reparto fotografico dei dispositivi Oneplus è sempre stato discusso, perché nella maggior parte dei casi a specifiche roboanti corrispondeva una qualità dell’immagine che troppo spesso ha deluso le aspettative. Per la main camera Oneplus ha scelto un nuovo sensore di Sony, il LYT-800 (attenzione, da non confondere con il LYT-900 da 1″), un sensore da 1/1.4″ destinato alla fascia alta del mercato che presenta alcune novità come i due livelli separati per fotodiodi e transistor, dettaglio che dovrebbe migliorare la qualità fotografica limitando i disturbi e rendendo il rumore più contenuto soprattutto in notturna. E’ pur vero che la fotografia su smartphone premia relativamente l’hardware, vista la presenza ingombrante del software e degli algoritmi sviluppati dai singoli produttori. Ne è la prova evidente Google, che con sensori al giorno d’oggi indecenti come specifiche (vedi il vetusto IMX363) riesce a fare quasi miracoli. Continua pure la collaborazione con Hasselblad, che piano piano (partita -nella realtà dei fatti- con poca ingerenza da parte dell’azienda, limitata al logo e poco più) sta cooperando in modo più intenso con Oppo e Oneplus per offrire risultati di un certo tipo. Dimentichiamo per un attimo i crop al 400x, i pan fatti per trovare degli artefatti ingrandendo di dieci volte l’immagine per enfatizzare dei difetti che l’occhio non percepirà mai (diverso è il caso di artefatti visibili dovuti ad algoritmi troppo aggressivi o una cattiva lettura della scena da parte del software): come scatta Oneplus 12? Bene. I risultati sono costanti più o meno in ogni condizione di luce, la messa a fuoco è precisa, molto bene anche la ultrawide (con AF per la modalità macro) che offre un dettaglio ottimale. E’ tra i top camera phone? Oggettivamente no. Potrebbe migliorare con il tempo, dopo tutto è un sensore recentissimo e praticamente inedito (una variante di questo sensore è presente sul pieghevole di Oneplus, che purtroppo non abbiamo potuto provare… anzi, approfittiamo per lanciare un appello a Oneplus: FATTI VIVA!), ma noi dobbiamo giudicare i risultati attuali, che sono appunto di buona qualità ma migliorabili nella gestione del dettaglio e delle mezze luci. I ritratti sono molto buoni ma c’è qualcosa nell’incarnato che non sempre convince. I colori sono un po’ saturi e ad oggi non è presente una modalità che renda i colori più naturali, come Xiaomi e Vivo. La modalità pro è fatta particolarmente bene ed i raw, mostrati ad una persona abituata a lavorarli, sono stati considerati nella media, un po’ lontani dal Pro RAW di Apple ma utilizzabili per recuperare in modo sufficientemente efficace le immagini. La periscopica è più luminosa della media (F/2.6) ed il fattore di zoom è di 3x. Sfruttando il sensore da 64 MP si può avere uno zoom 6x praticamente Lossless. I risultati non sono così dissimili da quanto offerto da altri brand con specifiche simili e non mi sono dispiaciuti. Non siamo ai livelli del Vivo X100 Pro, che per me (in attesa della nostra recensione del nuovo S24 Ultra attualmente ancora in test) è quello da battere, ma nella sua fascia di prezzo difficilmente potrete chiedere di meglio. Giudicate voi stessi i sample. La camera anteriore non è male, certo non è il fiore all’occhiello dello smartphone e magari almeno l’autofocus sarebbe stato possibile introdurlo, ma a parte Apple Samsung e Google sembra che la cam anteriore non sia così sviluppata dagli altri produttori. A differenza di altri, però, con la cam anteriore si possono comunque girare buoni (almeno in condizioni di luce ottimale) video in 4K a 30fps. A proposito di video, avrei voluto la modalità ultrasteady anche nel 4k 30fps, visto che le sconfinata potenza dello Snapdragon 8 Gen 3 lo avrebbe sicuramente permesso. Purtroppo però Oneplus non è stata dello stesso avviso. Dei video ho apprezzato la fedeltà cromatica e la buona stabilizzazione, mentre mancano leggermente di morbidezza nei movimenti. Non c’è però stuttering e non ci sono artefatti fastidiosi. Anche con la ultrawide e la tele si possono girare ottimi video (con risoluzione fino a 4K 60fps, ma consiglio il FHD). Non sarà il miglior smartphone per fare i video ma avrete comunque belle clip (con anche un buon audio). Gli strumenti di editing delle foto sono quelli della Color OS, senza particolari differenze e sono molto completi, anche se manca (come accennato), la controllata invadenza (scusate l’ossimoro) della AI, molto limitata su Oneplus 12. Le modalità creative sono pure misurate ed è una cosa che apprezzo: slowmotion, doppia inquadratura, tilt shift, panorama e poco altro, quello che serve. Altre modalità sono di fatto sugli altri smartphone degli automatismi dei settaggi fotografici in termini di tempo ed esposizione, per cui basta informarsi un po’ e si può fare (quasi) tutto.

Galleria fotografica

Prezzo e Conclusioni

Oneplus 12 parte da 969 € per la variante 12/256, fino ad arrivare a 1099 € per la variante 16/512, quest’ultima offerta all’inizio a 999 € con 100 euro di sconto immediato. Cifre senz’altro non popolari (e superiori rispetto allo scorso anno) ma giustificate almeno in parte dai miglioramenti apportati e dal bundle lancio che è molto ricco: oltre a delle cuffie B&O del valore dichiarato di 549 € (tutto da dimostrare, ovviamente), è possibile ottenere gratuitamente le Buds Pro di Oneplus oppure (nel caso della versione top) un omaggio tra cuffie di B&O (diverse ovviamente dalle precedencover oppure sempre le Buds Pro. Determinanti saranno eventuali offerte ed anche listinti), i o promo degli altri competitors come Samsung e Xiaomi. Peccato per l’assenza della certificazione IP68 e peccato per un reparto fotografico ancora una volta da migliorare (con un gap tuttavia assai ridotto rispetto al passato, colmabile con un aggiornamento) ma comunque di ottimo livello. Quest’anno Oneplus ha giocato bene le proprie carte con un dispositivo ben realizzato, dall’elevata qualità generale (non solo costruttiva) e velocissimo. In attesa di vedere cosa faranno gli altri produttori, potrebbe esserci una bella lotta al vertice, con il vincitore tutt’altro che scontato.

 

 

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