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Recensione Fitbit Charge 6: non chiamatelo fitness tracker (nemmeno nel prezzo)

Fitbit è un’azienda storica nel panorama smartwatch, smart band e fitness tracker. I suoi prodotti, pensati per un’utenza più evoluta della media senza bisogno di scomodare i professionisti, sono apprezzati perché sono sempre riusciti a semplificare la user experience mantenendo sempre un numero importante di funzioni. Google, azienda sempre attenta a queste realtà, ha acquisito Fitbit circa due anni fa, completando però solo di recente la completa migrazione della piattaforma e dei servizi, nonché dei dati utente, adesso sincronizzati proprio con i data center di Big G. Fitbit Charge 6, l’ultima incarnazione del fortunato fitness tracker, riuscirà a confermare quanto di buono Fitbit ci ha fatto vedere?

Scheda tecnica
  • Materiali: alluminio, vetro e resina (cassa), silicone (cinturino)
  • Display: 1.04″ AMOLED, 450 nits, supporta AOD
  • Sensori: sensore battito cardiaco ottico, accelerometro, GPS, sensore SpO2, sensore di temperatura, sensore di luminosità, motorino vibrazione, sensori ottici multiuso (per EDA e ECG)
  • Connettività: Bluetooth LE, NFC
  • Supporta 20 modalità di allenamento
  • Resistenza all’acqua: 50 m (5 ATM)
  • Dimensioni: 3,87×1,86×1,17cm
  • Batteria: fino a 7 giorni di autonomia, si ricarica in 2 ore
Fitbit Charge 6
Fitbit Charge 6

Estetica e Materiali

Google ha definito Fitbit Charge 6 un “fitness tracker premium”, definizione sintetica ma verosimile. Salta subito all’occhio la cura del dettaglio, data sia dalla cassa in alluminio (riciclato) sia dalla protezione in vetro Corning Gorilla Glass, che pone sicuramente Charge 6 su un livello superiore rispetto a molti altri suoi omologhi, tradito soltanto dal form factor e dalle dimensioni generali. Come sempre in confezione troviamo un cinturino in silicone nella doppia misura medium e large, un’ottima soluzione. Il cinturino è comodo e non dà fastidio anche con utilizzo prolungato, e sembra piuttosto resistente. Dopo diversi giorni di maltrattamenti è ancora come nuovo. E’ presente un solo tasto, con tanto di feedback di vibrazione, per accendere il display.

Fitbit Charge 6
Fitbit Charge 6

Display

Il display è sicuramente un punto di forza di Charge 6, un bell’AMOLED da 1.04″, luminoso per la categoria (450 nits) e dotato di luminosità automatica, che è possibile anche tarare per renderla più o meno conservativa. Anche in giornate assolate non ho avuto problemi nel visualizzare i contenuti del display. Anche il touch è reattivo. Gradita la presenza dell’Always On Display, che inevitabilmente impatta sulla batteria (diciamo un buon 20-30% impostando la programmazione, escludendolo quindi negli orari notturni).

Connettività e autonomia

In quanto fitness tracker, troviamo soltanto il Bluetooth Low Energy per la connessione allo smartphone, per cui ovviamente Charge 6 non è indipendente. In aggiunta al Bluetooth, c’è anche la compatibilità con Google Wallet tramite NFC, per cui i pagamenti sono perfettamente supportati e funzionano senza problemi. Fitbit dichiara circa una settimana di autonomia, aspettative più o meno rispettate con un numero limitato di notifiche e senza always on, che riduce l’autonomia di un 20-30%. Mediamente farete senza particolari difficoltà 5-6 giorni, che diventano 4-5 con always on impostato nelle ore diurne. Un buon risultato. La ricarica completa avviene in circa 2 ore.

Software e Sensori

L’applicazione Fitbit è stata rivista negli ultimi mesi da Google, ma non stravolta. Restano alcune peculiarità (che per qualcuno potranno essere anche “strane”) come -ad esempio- l’impossibilità per alcuni parametri di ottenere un valore in tempo reale, come la misurazione della saturazione dell’ossigeno, che viene rilevata periodicamente (soprattutto di notte). L’applicazione personalmente la trovo sempre un po’ confusa, poco amichevole per l’utente medio, che può trovare dispersiva e scomoda la disposizione delle varie funzionalità. Ad esempio, per trovare i risultati dell’ECG ho dovuto cercare sul manuale online (comunque poco chiaro) ed andare a scavare in tutte le voci dell’app. Sicuramente c’è bisogno di un’organizzazione più razionale degli elementi, in modo che sia facilmente accessibile tutto ciò che il tracker ha da offrire (che non è poco). Non è prevista la compatibilità con l’Assistente Google, scelta un po’ curiosa visto che la transizione verso Google è ormai completata. Chissà se sarà implementata in un prossimo futuro. La parte “smart” è praticamente assente e limitata alle notifiche delle applicazioni, con cui non è possibile interagire. In aggiunta c’è la compatibilità con Youtube Music, che richiede però la sottoscrizione dell’abbonamento con la piattaforma di musica di Google.

Tante, tantissime interessanti funzioni sono destinate solo agli utenti Premium. L’acquisto di Charge 6 include sei mesi di abbonamento, dopo di che sarà necessario sborsare 8,99 € al mese i 79,99 € l’anno, forse una cifra eccessiva: è vero, c’è tutta la parte di reportistica evoluta sia sulle performance sportive che sui parametri inerenti la salute, ma io credo che a questi prezzi difficilmente vorrete sfruttare queste possibilità e forse risulterà addirittura un deterrente che potrebbe spingervi a virare su altri prodotti. Un taglio del 50% forse sarebbe più a fuoco.

La dotazione di sensori è sorprendentemente completa per un tracker di questo tipo: oltre all’immancabile sensore per il battito cardiaco, c’è la scansione EDA (ossia l’attività elettrodermica, per determinare lo stress e la correlazione tra stress e dolore), un sensore di temperatura per rilevare le variazioni notturne (che influiscono sulla qualità del sonno), il già citato ECG (che, attenzione, non dev’essere considerato un “rilevatore” di infarti) con possibilità di esportare un PDF e rilevare un’eventuale fibrillazione atriale.

Il contapassi mi è sembrato abbastanza preciso, sovrastima un po’ rispetto ad esempio all’Apple Watch Ultra ma siamo lì. La presenza del GPS aiuta tantissimo quando si utilizzano le varie modalità di allenamento (anche automatiche), davvero apprezzabili e numerose: dalla corsa al nuoto, passando per camminata e arrampicata, sono circa 20 le attività che è possibile monitorare con Charge 6. Tra queste, ovviamente, solo  alcune vengono rilevate automaticamente. Il fix del GPS è preciso e veloce.

Ho apprezzato tantissimo il monitoraggio del sonno, che per me rappresenta uno dei migliori, con tante informazioni utili (inclusa la variazione di temperatura) per migliorare in modo pratico il proprio sonno, aspetto sempre sottovalutato ma fondamentale.

Fitbit Charge 6
Fitbit Charge 6

Prezzo e conclusioni

Fitbit Charge 6 costa 159,99 €, un prezzo a metà tra un fitness tracker più (passatemi il termine) mainstream e uno smartwatch di fascia media come -ad esempio- le soluzioni di Amazfit. Il prezzo è giustificato dalla qualità generale del prodotto, dalla dotazione di sensori e dall’affidabilità a cui Fitbit ci ha abituati nel corso degli anni. Tuttavia, se si vuole sfruttare al meglio il prodotto bisogna mettere in conto il costo (non certo popolare) dell’abbonamento Premium e quello di Youtube Music per ascoltare la musica durante l’attività fisica, tutti aspetti quindi che rendono Charge 6 un prodotto molto specifico pensato per una nicchia di utenti.

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