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Secondo la nuova ricerca globale di Lenovo la tecnologia semplifica la vita

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Secondo la nuova ricerca globale di Lenovo la tecnologia semplifica la vita e incide sui valori umani
e la realtà virtuale avrà un impatto sempre maggiore.

  • Per il 38% degli intervistati la tecnologia favorisce l’apertura mentale e la tolleranza perché ci consente di vedere come vivono le altre persone nel mondo
  • Il 35% ritiene che la tecnologia ci aiuta ad essere più comprensivi e per il 32% ci rende più caritatevoli
  • Il 66% pensa che la realtà virtuale abbia il potenziale di aumentare la comprensione di culture diverse dalla nostra. L’Italia ai primi posti con il 57%

FIRENZE, 10 ottobre 2019 – In occasione di Fiera Didacta 2019, Lenovo presenta in Italia i risultati della ricerca “This is Life” che ha condotto su 15.000 persone in 10 Paesi del mondo. È opinione ampiamente condivisa che la tecnologia semplifica la nostra vita quotidiana, ma un nuovo studio condotto da Lenovo su scala mondiale mostra anche che un numero significativo di persone pensa che la tecnologia abbia la capacità di aprirci la mente, facendoci diventare più comprensivi e tolleranti.

Il sondaggio è stato svolto su un campione di più di 15.000 persone tra Stati Uniti, Messico, Brasile, Cina, India, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia e Italia e ha rivelato che nove intervistati su dieci (l’89%) pensano che la tecnologia giochi un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni. L’84% ha inoltre evidenziato come essa migliori la loro vita.

Anche se possiamo presumere che l’impatto primario della tecnologia sulle nostre vite sia quello di aiutarci a superare le nostre piccole sfide quotidiane – la gestione della posta, lo streaming e così via – la ricerca di Lenovo ha evidenziato che in molti casi la tecnologia ha un impatto decisivo anche sui valori umani.

Ad esempio, il 38% del campione è convinto che smart device quali PC, tablet, smartphone e visori di realtà virtuale (VR) rendano le persone più tolleranti e favoriscano una maggiore apertura mentale. Inoltre, oltre un terzo del campione (35%) ritiene che la tecnologia ci renda più comprensivi ed empatici.

L’ avvento dei social media e delle piattaforme di video sharing ha probabilmente avuto un ruolo chiave, in quanto questi media permettono alle persone di entrare in contatto con altri paesi e culture e di conoscere abitudini di vita diverse dalle loro attraverso post social, video e altri contenuti. Potersi affacciare sulla vita delle altre persone può essere considerato il fattore che ha portato il 70% degli intervistati ad affermare che la tecnologia ci rende più curiosi.

Lo studio ha inoltre evidenziato come un terzo delle persone ascoltate (32%) ritiene che la tecnologia ci renda più caritatevoli. Questo è probabilmente il risultato dell’aumento del numero di piattaforme digitali dedicate alle donazioni, in modo da permettere alle persone di condividere via social media le loro attività di volontariato.

Dal sondaggio emerge anche come in futuro le nuove tecnologie possano avere un impatto ancor più significativo sui valori umani. Infatti, i due terzi delle persone consultate (66%) affermano che la VR porta con sé il potenziale di coltivare maggiore empatia e comprensione, e aiuti ad essere più emotivamente connessi con persone di tutto il mondo permettendo a chi la utilizza di guardare il mondo attraverso i loro occhi.

Il carattere globale di questo sondaggio ha evidenziato alcune differenze tra i diversi paesi ascoltati. Nello specifico, Brasile, Russia, India e Cina sembrano avere maggior fiducia nel fatto che la tecnologia abbia impatto positivo sui nostri valori. Ad esempio, il 90% del campione in Cina pensa che la VR aiuti ad accrescere la comprensione tra le persone, paragonato all’88% in India e all’81% in Brasile. Di contro, solo il 51% degli intervistati in Giappone, Paese tecnologicamente molto avanzato, concorda con questa analisi, e il 48% in Germania, mentre l’Italia, tra i Paesi più tecnologicamente maturi, registra un 57%.

Uno degli intervistati ha sottolineato: “La VR può mettere davanti agli occhi di chi pensa che il mondo sia perfetto uno spaccato della vita di altre persone, mostrando loro il dolore e la sofferenza che devono sopportare giorno dopo giorno”.

Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia: alcune persone intervistate, infatti, ritengono che la tecnologia possa creare una barriera tra le persone. Ad esempio, il 60% del campione concorda sul fatto che la tecnologia ci porti a giudicare gli altri, specialmente all’interno dell’ecosistema dei social media.

Il carattere diretto e immediato della rete ha anche effetti collaterali. Ad esempio, il 43% crede che la tecnologia ci renda sempre più impazienti, mentre il 59% afferma che ci porti a essere più pigri, con un 49% che sostiene che ci renda più egoisti.

Come azienda globale nel settore della tecnologia, Lenovo crede che questa debba essere usata per fare del bene ed è importante dare buon esempio promuovendo attivamente qualità come l’empatia e la tolleranza.

Jocelyn Brewer, psicologa, ha commentato: “La tecnologia è spesso accusata di diminuire l’empatia, ovvero l’innata qualità che porta la maggior parte delle persone di identificarsi e comprendere emozioni ed esperienze altrui. Tuttavia, quando utilizziamo la tecnologia per scopi positivi, aiuta a promuovere una maggiore empatia e incoraggia le persone ad agire in nome delle cause che per loro sono più importanti”.

“Sviluppare l’abilità di immaginare ed entrare in contatto con le esperienze di vita e le prospettive di un gran numero di persone aiuta a stringere relazioni più profonde e significative. La tecnologia può essere usata per aumentare i nostri contatti, ma non deve necessariamente esserne alla base”.

Dilip Bhatia, Vice President, User and Customer Experience di Lenovo, ha sottolineato: “La nostra società è sempre più polarizzata, anche perché molti di noi si circondano di persone che condividono i nostri stessi punti di vista e opinioni. Questo fattore amplifica e rafforza sia le nostre convinzioni, a volte anche a prescindere da riscontri oggettivi. Per noi tecnologia smarter significa anche trasformare il punto di vista delle persone sul mondo, facendo loro vestire i panni degli altri e permettendo così di osservare le cose dal punto di vista altrui – fino ad arrivare ad una maggiore comprensione del mondo”.

“Ciò potrebbe avvenire attraverso l’utilizzo di tecnologie intelligenti per connettere persone che vengono da diversi contesti oppure facendoci letteralmente guardare dentro il loro mondo con la realtà virtuale. Quanto più accogliamo le diversità del mondo in cui viviamo, tanto più riusciremo ad essere connessi come esseri umani”.

Informazioni sulla ricerca

Lenovo ha condotto la ricerca in otto lingue su un campione di 15.226 persone di 10 Paesi: Brasile, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. I campioni sono rappresentativi della popolazione adulta (>18 anni) online.

La ricerca è stata condotta tra il 31 marzo e il 27 aprile 2019 e il margine generare di errore è di +/- 1 punto percentuale (a un livello di sicurezza del 95%); il margine di errore in ciascun Paese è di +/- 3 punti percentuali (a un livello di sicurezza del 95%). Il sondaggio ha valutato il punto di vista del campione su come considerano il ruolo della tecnologia nella loro vita e nella società, oggi e in futuro.

Fonte: Lenovo

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1 commento

#28 | La settimana di EVOSMART tra news e video! - Evosmart.it 13 Ottobre 2019 at 9:01

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