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OnePlus 6T non sarà perfetto ma.. Recensione

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OnePlus 6T è l’ultima iterazione flagship della casa cinese OnePlus, che si è resa famosa negli ultimi anni grazie al lancio di una serie di prodotti cosiddetti flagship killer, ovvero una serie di smartphone dalle specifiche top di gamma messi sul mercato ad un prezzo nettamente inferiore ai top dei brand più blasonati (ad esempio Samsung). L’asticella del prezzo dei dispositivi OnePlus si è mano mano leggermente alzata negli ultimi anni, andando però di pari passo con la qualità dei prodotti stessi. In questo mese di novembre, OnePlus ha tirato fuori OnePlus 6T, l’ennesima bomba della casa cinese.

Scheda tecnica OnePlus 6T
  • SoC Qualcomm Snapdragon 845
  • CPU octa-core (4 x Kryo 385 Gold a 2.8 GHz + 4 x Kryo 385 Silver a 1.7 GHz)
  • GPU Adreno 630
  • Memoria RAM 6/8 GB
  • Memoria interna 128/256 GB UFS 2.1 non espandibile
  • Display Optic AMOLED 6.4″ Full-HD+ (1080 x 2340 pixel) – luminosità massima 600 nits
  • Vetro Gorilla Glass 6
  • Fotocamera posteriore dual 20 f/1.7 + 16 MP f/1.7 (sensori Sony IMX 519 e IMX 376)
  • Fotocamera anteriore 20 MP f/1.7
  • Connettività WiFi 802.11a/b/g/n/ac 2×2 MU-MIMO Dual Band, Bluetooth 5.0 con supporto a LE, A2DP e aptX HD, GPS – GLONASS – Baidou
  • Extra USB Type-C 1.0, sensore impronte digitali sotto al display (In-Display Fingerprint)

VIDEO RECENSIONE

UNBOXING

Nella confezione troviamo, oltre al OnePlus 6T, un caricabatterie a parete Warp Charge (Dash Charge), dotato di porta USB Type-A, un cavo USB Type-A to Type-C di colore rosso (classico di OnePlus) e un adattatore USB Type-C to 3.5mm audio jack (ahimè, OnePlus ha rimosso il jack da questo 6T). Come piccola sorpresa troviamo inoltre una cover fumé in silicone ed una pellicola pre-applicata al display del dispositivo.

DESIGN E MATERIALI

OnePlus da questo punto di vista non ha mai deluso, e questo 6T non è sicuramente un’eccezione. Il background OPPO si vede, la cura dell’assemblaggio è maniacale e i materiali scelti (vetro e alluminio) sono di prima qualità. Il vetro della parte posteriore sembra fondersi con l’alluminio del frame, così come quello anteriore.

Il frame in metallo del dispositivo viene inoltre utilizzato come antenna, una scelta che abbiamo visto adottare da diversi produttori, e che sembra dare i suoi frutti. Anche l’area superiore del display, che ospita il nuovo “notch a goccia”, che permette a OnePlus di ottenere l’86% di screen to body ratio senza sacrificare le feature principali del dispositivo, è realizzata magistralmente: la capsula auricolare rimane sul bordino del display e non intacca il design, mentre la fotocamera si fonde perfettamente con la micro-tacca.

Davvero complimenti a OnePlus per le scelte effettuate su questo aspetto del dispositivo. Anche la rimozione del sensore di impronte posteriore ha permesso al dispositivo di avere un design generalmente più pulito rispetto al predecessore OnePlus 6.

DISPLAY

Il display di OnePlus 6 non ci aveva impressionato, soprattutto a causa della scarsa luminosità rispetto alla media, che ne sacrificava la visibilità sotto la luce diretta del sole. Ebbene, il display di OnePlus 6T sembra essere migliore sotto questo punto di vista, e si tratta in generale di una unità AMOLED di ottima fattura. I colori non sono troppo saturi, così come il contrasto non viene esageratamente enfatizzato. Il display appare quindi naturale nella maggior parte dei contesti, grazie anche a diversi profili disponibili nelle impostazioni dello stesso.

È presente Ambient Display, ed il nuovo notch rende più godibile la fruizione della maggior parte dei contenuti, riducendo di fatto l’area occupata dalla tacca e garantendo una maggior superficie dello schermo utilizzabile. La barra di stato è infatti quasi del tutto visibile, ad eccezione della zona centrale che non viene però sfruttata grazie alla presenza di Android Pie, che prevede l’integrazione con i vari tipi di notch presenti su diversi dispositivi di questo 2018.

Rimane l’opzione software per poter nascondere il notch, che va a disattivare l’area di schermo adiacente alla tacca dando quindi l’illusione di avere un display 18:9 classico.

PRESTAZIONI E UI

Arriviamo al punto forte di tutti i device OnePlus. Spesso questi dispositivi vengono presi come termine di paragone per misurare la velocità di moltissimi smartphone Android (e non solo). OnePlus è infatti famosa per la cura che pone nell’ottimizzazione del software, che ha di fatto come effetto un’estrema velocità nell’eseguire ogni tipo di operazione quotidiana, senza la presenza di lag e impuntamenti che danno fastidio all’utente. Da questo punto di vista OnePlus non ha mai deluso, e neanche su questo 6T la compagnia ci lascia con l’amaro in bocca.

Per quanto riguarda la UI, abbiamo l’ottima OxygenOS, che da anni è il software di punta dei dispositivi OnePlus. La ROM è praticamente stock, con qualche minima ed utile personalizzazione che OnePlus inserisce a beneficio dell’utente finale, come la possibilità di usare le gesture a tutto schermo, oltre al sistema di navigazione introdotto con Android Pie e la classica navigazione con i tre tasti. È inoltre possibile personalizzare il dispositivo con l’inserimento di un tema scuro, che potrebbe aiutare nel risparmio della batteria grazie alla presenza del display AMOLED.

Questo è sicuramente uno dei tanti pro del dispositivo: un’esperienza software che non delude ed aiuta ulteriormente ad apprezzare le qualità di questo nuovo OnePlus 6T. Il nuovo sensore di impronte sotto al display, novità principale di questo dispositivo, funziona piuttosto bene ed è veloce. Non è veloce come un sensore classico, ma si fa rispettare. Per quanto riguarda la precisione, in seguito al primo aggiornamento software ricevuto, quest’ultima è migliorata considerevolmente, così come il tempo di risposta del sensore stesso.

MULTIMEDIA E FOTOCAMERA

OnePlus 6T arriva con un display più grande, che aiuta nella visualizzazione di contenuti multimediali. Si perde però il jack da 3.5 mm per la connessione di cuffie auricolari, e sarà quindi necessario utilizzare l’adattatore incluso in confezione oppure dotarsi di cuffie Bluetooth (la stessa OnePlus ne produce un modello). Per quanto riguarda l’audio dall’altoparlante di sistema manca ancora purtroppo la riproduzione stereo, con l’emissione dei suoni limitata soltanto all’altoparlante posto nella parte bassa del dispositivo, un punto a sfavore di questo OnePlus 6T.

Per quanto riguarda la parte fotografica di questo OnePlus 6T, i miglioramenti rispetto a OnePlus 6 ci sono, ma sono rappresentati soltanto da un upgrade del software. La dotazione sensoristica rimane infatti la stessa del predecessore (assolutamente di livello), ma guadagna una modalità notte chiamata Nightscape che permette di migliorare l’acquisizione di scatti in condizioni di scarsa luminosità grazie alla combinazione di diversi fotogrammi acquisiti. Si tratta di una tecnica software che è stata portata su OnePlus 6 grazie ad un aggiornamento, fattore che pone questo 6T allo stesso livello del predecessore, lato fotografico.

Gli scatti di OnePlus 6T non sono comunque degli scatti di bassa qualità: la fotocamera si fa rispettare, ed in condizioni di luce favorevole è in grado di rivaleggiare con altri top di gamma molto più blasonati. Quando la luce però si fa scarsa, nonostante il miglioramento software introdotto da OnePlus, la qualità fotografica diminuisce di molto, ed arriva ad un livello piuttosto mediocre.

AUTONOMIA

Grazie alla rimozione del jack delle cuffie, OnePlus è riuscita ad inserire in un form factor simile a quello del predecessore OnePlus 6 una batteria più grande, da 3700 mAh. Ebbene, l’autonomia di questo smartphone è a dir poco sbalorditiva: sarà merito sicuramente della batteria più grande, ma anche l’ottimizzazione software gioca un ruolo importante. Durante il nostro test siamo riusciti ad arrivare a due giorni di utilizzo, con 5 ore di display totali ed il 40% circa di batteria residua, un risultato davvero notevole, che lo pone tra i top di gamma con la miglior durata della batteria in assoluto.

OnePlus ha messo a tacere molti altri competitor, che pur avendo batterie più grandi (ad esempio Note 9), non sono in grado di fornire la stessa autonomia e consistenza a causa di una scarsa ottimizzazione del software, che genera di tanto in tanto consumi anomali che scaricano la batteria ad una velocità maggiore del previsto.

CONSIDERAZIONI FINALI

OnePlus 6T è il solito upgrade incrementale di OnePlus che non stravolge il dispositivo, ma lo va a migliorare limando quegli aspetti del predecessore che non ci avevano convinto. Il display ad esempio guadagna in luminosità e chiarezza, fattore che ci aveva lasciato un po’ di amaro in bocca su OnePlus 6. La ricezione rimane la stessa del predecessore anche se la stabilità delle varie connettività è migliorata, dimostrando come la più grande superficie ottenuta dal frame laterale sia in grado di migliorare questo punto di vista.

Sebbene non si tratti di uno stravolgimento del predecessore OnePlus 6, il nuovo OnePlus 6T è un miglioramento a tutto tondo, che vi permetterà di avere tra le mani un dispositivo molto più completo. In generale, le versioni T di OnePlus sono sempre così, e rappresentano dei piccoli update incrementali che vanno a risolvere tutte quelle sbavature riscontrate sui predecessori, un po’ come fa Apple con le versioni S dei propri dispositivi.

In assoluto questo OnePlus 6T lo consiglio a chi vuole avere un dispositivo top di gamma concreto, affidabile e che fa tutto bene, senza rinunciare all’autonomia ed alle feature che possiamo trovare su dispositivi ben più costosi di questo OnePlus 6T.

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6 commenti

Arriva OnePlus Roaming con la nuova Openbeta 7 - Evosmart.it 19 Novembre 2018 at 17:45

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One Plus è alla ricerca di 100 Beta Tester! - Evosmart.it 29 Novembre 2018 at 11:30

[…] che il OnePlus 6 T (qui la recensione) è l’ultimo flagship killer dell’azienda di Shenzen, equipaggiato con il SoC Snapdragon 845, […]

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AustJeozy 30 Aprile 2019 at 2:20

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