Smart working: cresce del 30% il mercato di PC e Tablet
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Smart working: cresce del 30% il mercato di PC e Tablet

Il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus ha causato un grave arresto per l’economia globale. Non tutti i settori però hanno accusato nello stesso modo l’attuale crisi economica causata da questa emergenza sanitaria. A beneficiarne, anche se solo temporaneamente, è il mercato di laptop e tablet.

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Le recenti necessità, dovute ai vari lockdown scattati in occidente in seguito al diffondersi del Coronavirus, hanno portato, come prevedibile, ad un aumento di richieste per PC e Tablet. Se da anni ormai questi due mercati soffrivano di un calo fisiologico, causato dalla possibilità di avere un accesso costante ad internet grazie agli smartphone, in questo periodo stanno avendo il loro piccolo riscatto.

Il dover lavorare e studiare da casa, a causa della situazione attuale ha reso evidente la necessità per molti di doversi dotare di strumenti molto più produttivi e pratici. Se prima il PC lo si usava solamente in azienda, ora si lavora da casa. Anche per poter seguire le lezioni a distanza si è reso necessario l’utilizzo di strumenti digitali adeguati, il PC casalingo anche se portatile è stato quindi nettamente rivalutato o addirittura riscoperto.

Secondo il report dell’IDC l’aumento è delle vendite in Europa di portatili e tablet è di circa un terzo. Le maggiori richieste arrivano dalle aziende ma non mancano utenti privati, tra cui soprattutto lavoratori e studenti. Il balzo maggiore nelle vendite è stato registrato soprattutto nell’Europa centrale e dell’Est ed in concomitanza con i blocchi imposti per limitare la diffusione del Covid-19.

LA CRESCITA È SOLAMENTE TEMPORANEA, VENDITE DESTINATE A CALARE NUOVAMENTE

A fronte di una maggiore richiesta però ci si è dovuti scontrare con alcuni problemi dovuti proprio alla diffusione del Covid-19. La maggior parte dei laptop e tablet vengono prodotti e importati dalla Cina e le mancate consegne e rifornimenti causati dalla pandemia hanno influito sul 15-20% delle spedizioni. Ovviamente non è certo il caso di gioire, per ovvie ragioni si tratta di un’aumento della richiesta temporaneo e legato all’attuale emergenza. Presto, molto probabilmente, i dati di vendita si assesteranno su numeri addirittura inferiori rispetto a quelli degli anni passati; questo soprattutto se l’attuale emergenza sanitaria si prolungherà nel tempo.

Via: Macitynet

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