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Apple: il chip T2 potrebbe impedire le riparazioni non autorizzate

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Come ben sappiamo sui Mac di ultima generazione è integrato un co-processore destinato ai compiti di sicurezza e alla gestione del Touch ID. Ma ci sarebbe un’altra funzione di cui Apple non ci aveva detto nulla. Forse addirittura andando oltre il semplice concetto di “sicurezza” a favore dell’utente.

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Apple: il chip T2 potrebbe impedire le riparazioni non autorizzate | Evosmart.it

Che Apple fosse contraria alle riparazioni non autorizzate e al fai-da-te non è una novità. Come sempre puntualizzato da iFixit i più recenti dispositivi di Cupertino, poco si prestano alle riparazioni non autorizzate. A ciò si va ad aggiungere una ulteriore tegola.

Il co-processore T2, sponsorizzato da Apple come componente specifico dedicato al funzionamento del Touch ID e di svariate funzioni legate alla sicurezza quali la criptazione in tempo reale delle unità SSD, avrebbe anche un’altra funzione. Come scoperto inizialmente da MacRomors e Motherboard, il chip di sicurezza T2 sarebbe in grado di rilevare l’installazione di componenti non autorizzate. In caso di “manomissione” del dispositivo il chip T2 sarebbe addirittura in grado di rendere inutilizzabile la macchina in questione.

LA CONFERMA DI APPLE

Questa funzione “segreta” è stata confermata da Apple stessa sulle pagine di The Verge e impedirebbe la sostituzione non autorizzata di componenti chiave come la scheda logica e il lettore di impronte Touch ID. Allo stesso tempo però la casa di Cupertino non ha però specificato una lista precisa di componenti e dispositivi legati a questo controllo di “sicurezza” da parte del chip T2.

Se da una parte questa funzione impedisce manomissioni da parte di terzi volte a mettere le mani sui nostri dati, ciò si trasforma inevitabilmente in un arma a doppio taglio. In questo modo vengono colpiti infatti anche gli appassionati delle riparazioni fai-da-te e i riparatori indipendenti. Ciò porta inevitabilmente ad una perdita di libertà da parte dell’utente che si vede costretto a ricorrere quasi esclusivamente ai centri di riparazione autorizzati da Apple. Ifixit tramite parole del CEO, Kyele Wiens, parla senza mezzi termini di una “ghigliottina sulla testa degli utenti finali”.

Apple non è di certo nuova a mosse impopolari come questa. Tempo fa, tramite un update, aveva reso inutilizzabili gli iPhone riparati con schermi non originali. In seguito la reazione dell’utenza costrinse il gigante Californiano a ritornare sui suoi passi e ciò portò all’immediato rilascio di un aggiornamento correttivo. Arrivati a questo punto quanto siamo effettivamente disposti a rinunciare alla nostra libertà per la promessa di una maggiore sicurezza?

Via: macitynet.it

Fonte: theverge.com

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