Apple multata: pubblicità ingannevole sull'impermeabilità di iPhone
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Apple multata: pubblicità ingannevole sull’impermeabilità di iPhone

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Già da qualche anno la certificazione IP68 è un vanto per gli iPhone, ed Apple ne ha approfittato per pubblicizzare questa caratteristica. Ma sono proprio queste pubblicità ad aver causato ad Apple una multa salata di 10 milioni di Euro da parte dell’AGCM.

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Apple multata: pubblicità ingannevole sull’impermeabilità di iPhone | Evosmart.it

Per ottenere la certificazione IP è sufficiente un test di laboratorio effettuato in acqua distillata ed immobile. Non è quindi garantita la resistenza dello smartphone in acqua salata o in altre situazioni estreme. AGCM (Autorità Garante della Concorrenza del Mercato) invece accusa Apple di aver pubblicizzato l’impermeabilità dei propri smartphone in modo ingannevole, mostrando una resistenza all’acqua maggiore di quella garantita dai test di laboratorio.

Sempre secondo l’AGCM, il fatto che la garanzia non copra i danni provocati dai liquidi aggrava ulteriormente la situazione. L’errato utilizzo dello smartphone da parte degli utenti, causato dalla convinzione di possedere uno smartphone completamente impermeabile, portano appunto al rifiuto da parte di Apple di riparare il prodotto in garanzia.

Le pubblicità che hanno portato a questo salato provvedimento da 10 milioni di Euro sono quelle di iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone XR, iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max. Tutti questi smartphone possono resistere nell’acqua per 30 minuti fino ad una profondità di 4 metri.

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Samsung è stata multata per pubblicità ingannevole sullo standard IP in Australia | Evosmart.it

Il nostro consiglio è quello di non considerare la certificazione IP alla stregua di una sorta di “invulnerabilità” all’acqua, ma di trattare sempre il vostro smartphone con la giusta cura. Evitate quindi di immergerlo di proposito nell’acqua senza appositi accessori protettivi.

Apple non è però la prima azienda a garantire la resistenza ad acque e polvere sugli smartphone. E non è nemmeno la prima da avere problemi legati alla copertura della garanzia degli smartphone danneggiati dall’acqua. Samsung ha subito multa analoga da parte dell’ente Australiano ACCC, e sempre per la spinosa questione legata alla certificazione IP.

Sony con i sui Xperia è stato uno dei primi produttori ad inserire questa caratteristica ed è caduta in un errore simile. In tempi non sospetti l’azienda nipponica è corsa ai ripari cambiando le condizioni della propria garanzia che attualmente, come quella di molti altri produttori ad oggi, non copre i danni causati dall’acqua.

Via: Fanpage

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