iPhone 12 ufficiale: svelati prezzi e disponibilità
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Apple ci mente con la storia dell’ambiente e degli alimentatori?

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Domanda non banale questa: “Apple ci mente con la storia dell’ambiente e degli alimentatori?”. Persone diverse hanno motivazioni, credenze e pensieri diversi.

Per questo motivo vogliamo analizzare uno dei tanti esempi che troviamo in rete e che ci è stato fornito da uno dei nostri lettori.

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iPhone 12 ufficiale: svelati prezzi e disponibilità

Sappiamo tutti che ufficialmente Apple ha preso da tempo posizione per ergersi ad azienda green ed attenta all’ambiente. Poi che ci possano essere altri motivi, anche di carattere economico, non ci sono dubbi. Ma vediamo se è tutto vero, nel dettaglio, quello che ci viene detto.

1 – Contenere i costi

Secondo il Secolo XIX i colleghi di The Verge avrebbero “sentito il parere di numerosi analisti finanziari, ecologisti e simili, per trovare le “falle” nel piano di Apple. Che sembrano in effetti tante“.

In pratica, quello che si dice, è che Apple abbia dovuto spendere il 30/35% in più, nello sviluppo della componentistica degli iPhone 12, rispetto a quello dei precedenti iPhone 11. La causa sarebbe il 5G.

Ma togliere dalla confezione l’alimentatore e le cuffie può far rientrare Apple dei costi di sviluppo? No. Perchè come affermato, questi elementi incidono solo sull’1/2% dei profitti di Apple. Quindi direttamente non possono essere una fonte di taglio dei costi così ingente. E fin qui ce lo potevamo aspettare. Ma so dove andrete a parare…

2 – L’alimentatore si compra a parte ora

Citando direttamente l’articolo: Perché quando Apple dice «non includiamo l’alimentatore perché tanto nel mondo ce ne sono già più di 2 miliardi in circolazione», dice una cosa vera a metà. Anzi, no: dice probabilmente una cosa vera, ma evita di dirne un’altra: che non necessariamente tutti quelli che compreranno un nuovo iPhone 12 avevano un iPhone prima. Dunque non tutti quelli che compreranno un nuovo iPhone 12 hanno in casa uno di questi «più di 2 miliardi di alimentatori già in circolazione». Dunque dovranno comprarne uno, notiamo che ci sia un presupposto errato.

Perchè ci sarebbe un presupposto errato? Perchè è vero che chi compra oggi un iPhone 12 non è detto che abbia avuto in passato un iPhone 11 o iPhone precedente, ma è anche vero che chi possedeva un iPhone 11 o precedente non possedeva comunque ne un cavo USB type C a Lightning come quelli usati sugli iPhone 12, ne di conseguenza un caricatore USB type C.

Apple ci mente con la storia dell'ambiente e degli alimentatori?
La confezione di iPhone 11 non contiene un alimentatore USB type C… (Immagine di GSMArena.com) | Evosmart.it

Quindi un utilizzatore assiduo di iPhone dovrà usare cavo e alimentatori del vecchio iPhone.

Chi invece arriva dal mondo Android probabilmente possiede già un alimentatore USB type C se ha acquistato uno smartphone negli ultimi 1 o 2 anni. In questo caso gli basterebbe collegarlo al cavo in dotazione con iPhone 12.

Nel caso estremo in cui non possieda un alimentatore USB type C o un vecchio cavo USB type A a Lightning ovviamente sarà necessario acquistarlo. E in questo caso Apple quanto guadagna sugli accessori esclusi dalla confezione di vendita?

3 – Quanto guadagna Apple con gli accessori venduti separatamente?

Per far capire quanto Apple potrebbe guadagnare usando questo trucchetto, è stato portato un esempio.

“Per capire che cosa significa, e perché decisamente non è un bene per il Pianeta, si può fare un esempio con gli auricolari: se Apple vendesse più o meno gli stessi iPhone del 2018 (circa 217 milioni) e se anche solo il 5% dei loro acquirenti decidesse di comprare un paio di AirPods, per l’azienda questo si tradurrebbe in un profitto lordo supplementare di circa 700 milioni di dollari. Soldi che l’anno scorso non c’erano.”

Qui viene fatto l’esempio non con gli alimentatori, ma con le cuffie AirPods. Cuffie del valore di ben 179 € e non i 65 $ (55 €) circa presupposti qui sopra (700.000.000 $ lordi divisi per il 5% di 217.000.000 di iPhone). Un esempio che calza un po’ poco. Perchè se ti servono delle cuffie non prendi per forza delle AirPods da 179 € quando ci sono le EarPods da 19 € con il cavo.

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Cavo e alimentatore Apple | Evosmart.it

Inoltre un cavo o alimentatore costano 25 € ciascuno sul sito ufficiale Apple. Prima di gridare allo scandalo bisognerebbe sapere che praticamente ogni produttore chiede questo tipo di esborso per questo genere di prodotti.

4 –  Ma è vero che producendone di meno Apple, si risolve parzialmente il problema?

Un altro problema di incoerenza  che viene citato spesso (e non solo per questo specifico caso) è quello del fatto che se un’azienda non produce più una cosa ma la produce una seconda azienda si sposta solo il problema.

“Di più: se anche le cuffiette non venissero comprate da Apple, ma da qualcun altro, pure da un produttore di scarsa qualità, da chiunque, dovrebbero essere comunque prodotte, confezionate, spedite. Cosa che chiaramente non ridurrà le emissioni inquinanti nel complesso: forse abbasserà quelle di Apple, “distribuendo” il resto fra altre aziende. Con buona pace del «queste componenti non dovranno più essere prodotte» e spedite da un capo all’altro del mondo.”

Di per sé questo ragionamento fila molto. Se io inquino per produrne 100 e te inquini per produrne altre 100, il risultato non cambia se io ne produco 0 e te 200. É la proprietà commutativa che viene imparata come filastrocca fin da bambini.

Ma siamo sicuri che per ogni persona che acquisterà un iPhone 12 sarà necessario l’acquisto di un alimentatore nuovo? Perchè un conto è comprare un secondo alimentatore da mettere in un’altra stanza, dato che lo si sarebbe comprato comunque anche se ci fosse stato un alimentatore in scatola, ed un altro conto è comprarlo perchè ne si è sprovvisti.

In questo caso, assumendo che la metà (50%, dato gonfiato ed inverosimile) dei compratori di iPhone 12 necessitino di un nuovo alimentatore, Apple ne produrrebbe 0 ed un secondo produttore ne dovrebbe produrre solo 150. E io non sono laureato in matematica, ma 150 è minore di 200. Quindi un effettivo e piccolo risparmio di risorse c’è.

5 – Confezioni più piccole fanno risparmiare spazio e trasporti?

Secondo il ragionamento di Apple, una confezione più piccola occupa ovviamente meno spazio di una più grossa. Quindi in una eventuale spedizione o container ci stanno più scatole unitarie e quindi più iPhone rispetto al passato. Meno volume per ogni scatola significa meno spedizioni e costi ed inquinamento ridotti.

“È vera questa cosa? Sì e no. Sì in teoria, probabilmente nei calcoli e nelle stime di Apple, sulla carta. No nella pratica, nel mondo reale.

Sara Behdad, docente dell’Università della Florida, ha ricordato a The Verge che il fatto che in uno scatolone o in un container ci sia più spazio, perché le confezioni degli iPhone sono più piccole, non significa necessariamente che quello spazio sarà sfruttato. O che quello scatolone o quel container non viaggeranno mezzi vuoti. Perché? Perché le dimensioni di una spedizione non dipendono da quanti iPhone possono essere inclusi in quella spedizione, ma da quanti ne ha ordinati chi la deve ricevere, quella spedizione.”

Anche in questa spiegazione c’è un fondo di verità. Ma bisogna fare delle precisazioni. In primo luogo i container non arrivano fino al negozietto sotto casa, ma in genere arrivano al porto/Paese di destinazione per un intero mercato. Quindi se al posto di arrivare un numero N di container ne arrivasse anche un numero pari a N-1, si avrebbe già un vantaggio per il trasportatore in termini di spazio. In secondo luogo, in termini di peso dei colli, ci sarebbe un minor consumo di carburante. Pochi grammi per milioni di unità da trasportare su nave, gomma o rotaia sono comunque tonnellate in meno da spostare.

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Trasporto su gomma | Evosmart.it

Ma container a parte, anche fossero poche unità per un corriere, anch’esso potrebbe trasportare più iPhone o altre cose in più che se non non ci sarebbero state. E il fattore peso funziona anche con questo esempio.

6 – Il riciclo degli alimentatori

Secondo un report citato da Wired“Nel 2019 l’umanità ha prodotto quasi 54 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, di cui i caricabatterie sono una parte minuscola. Quanto minuscola? Più o meno lo 0,1% del totale, di cui si può stimare che la metà (o meno) derivi da prodotti Apple. Insomma: se anche non comprassimo più un alimentatore per il nostro nuovo iPhone 12, toglierlo dalla confezione permette di togliere dal mondo più o meno lo 0,05% dei rifiuti elettronici generati ogni anno.”

Secondo questo report, gli sforzi di Apple sarebbero quantomeno inutili. Perchè tanto sarebbero un parte veramente risibile del mercato. In verità non è così. Perchè da qualche parte bisogna pur partire. Non si possono vincere i 100 metri se non si vuole affrontare la partenza esattamente come non si può cercare di azzerare (o limitare) i danni causati dal consumismo da un giorno con l’altro.

Se Apple è una delle aziende più virtuose (almeno per quanto riguarda il quartier generale di Cupertino approfondito in questo articolo) lo è non perchè oggi toglie gli alimentatori dagli iPhone 12 o in passato le cuffie, ma parchè decenni fa ha iniziato a usare sempre più materiali riciclati (carta, cartone, alluminio), assenza di metalli e materiali dannosi.

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Apple e l’ambiente | Evosmart.it

E dato che si può e si deve criticare Apple per molte cose, dai prezzi assurdi dei prodotti a certe scelte commerciali, però bisogna anche elogiarla quando serve. E soprattutto in questo periodo storico in cui si parla tanto (e si fa comunque relativamente meno di quello che si dovrebbe) di riscaldamento globale e danni ambientali bisognerebbe prendere esempio invece che criticare o sfottere.

Perchè tutti quei numeri inutili, risibili e insignificanti sono sì un granello di sabbia nel deserto, ma è quello che fanno nel loro piccolo anche altre aziende nel mondo che da più o meno anni hanno sposato la filosofia green. E bisognerebbe pensare che insieme si può cambiare piuttosto che se ci prova un’azienda, grande o piccola che sia, allora sia più facile gridare allo scandalo perchè gli altri non lo fanno.


Per finire. Se io sono l’unico a non buttare le carte per terra, rispetto ad una cittadina, il mio sforzo è nullo… Però se gli altri mi criticano dicendo che loro lo fanno perchè tanto lo fanno comunque tutti, è peggio.

Fonte | Via

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