Recensione Meizu M6 Note
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RECENSIONE Meizu M6 Note: la chiave smarrita

STIMA TEMPO DI LETTURA: 12 min

L’hardware è la porta. Il software è la chiave. Meizu M6 Note ha perso la chiave per strada molto tempo fa e, onestamente, è un vero peccato.

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[toggles title=”MEIZU M6 NOTE – SPECIFICHE TECNICHE”]

PROCESSORE: Qualcomm Snapdragon 625;
GPU: Adreno 506;
SISTEMA OPERATIVO: Flyme 6.1.4.1G basata su Android 7.1.2;
DISPLAY: 5.5″ IPS FullHD (1920*1080 pixel) in formato 16:9;
MEMORIA RAM: 3 GB;
MEMORIA ROM: 32 GB (espandibili tramite microSD);
FOTOCAMERA POSTERIORE: 12 megapixel f/1.9 + 5 megapixel f/1.9 – video in FullHD
FOTOCAMERA ANTERIORE: 16 megapixel;
DIMENSIONI: 154.6 x 75.2 x 8.35 mm;
BATTERIA: 4000 mAh;
EXTRA: Sensore impronte digitali (anteriore), jack audio 3.5 mm
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VIDEO RECENSIONE

UNBOXING 

Meizu M6 Note viene fornito nella classica confezione made-by-Meizu, bianca e minimale.
In dotazione, oltre allo smartphone, non mancano:

  • caricatore da parete con output da 12V/2A;
  • cavo dati USB-microUSB;
  • tool di estrazione vano SIM – microSD;
  • manualistica utente

DESIGN E COSTRUZIONE

Meizu M6 Note non è stato disegnato al fine di impressionare gli spettatori: la casa cinese ha preferito mantenere un profilo conservativo, utilizzando linee già viste su altri prodotti dell’azienda.
La scocca posteriore, come tradizione Meizu ci ha insegnato, è stata realizzata interamente in alluminio, fatta eccezione per le due bande in plastica destinate alla connettività.
Alcune scelte, sfortunatamente, comportano limiti e sacrifici: la finitura opaca adottata, infatti, ha la grande colpa di trattenere molte impronte sulla scocca, restituendo un effetto visivo non gradevole.

Recensione Meizu M6 Note
Il “total-black” che non convince fino in fondo

L’iconico lettore di impronte digitali trova spazio nella superficie frontale, posizionato in maniera comoda ed intelligente. La velocità di quest’ultimo è interessante, riuscendo a sbloccare il dispositivo in poche frazioni di secondo. Le stesse lodi non si possono attribuire al riconoscimento dell’impronta che, sfortunatamente, non è particolarmente preciso.

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L’iconico lettore di impronte digitali, ancora una volta nel frontale

Lo spirito tradizionalista di questo M6 Note si nota anche dall’utilizzo di una semplice porta microUSB piuttosto che una più recente USB type-C. Per quanto molti utenti siano ancora legati all’ormai vecchio standard, questa scelta risulta criticabile e poco proiettata in previsione futura. Un’obsolescenza programmata in partenza?
Non manca il jack audio da 3.5 mm, presenza apprezzabile e sempre più rara.
Le dimensioni generali dello smartphone sono relativamente contenute e, grazie alle forme arrotondate, si riesce ad utilizzare in maniera confortevole anche per lunghi periodi. Il peso si attesta intorno ai 173 grammi ed è ben distribuito sull’intera superficie.

DISPLAY

La casa cinese ha preferito rifiutare l’utilizzo del notch e, in una realtà di non-originalità in ambito estetico, si tratta senza dubbio di una scelta coraggiosa. Salutando da lontano la tanto odiata “tacca”, i designer di Meizu non si sono applicati alla ricerca di soluzioni migliori e, anzi, hanno preferito inserire cornici decisamente abbondanti. Troppo abbondanti.
Il formato adottato su questo M6 Note rimane il classico 16:9, inserito in un contesto dove una miriade di smartphone stanno migrando verso il più recente 18:9. Avvicinandosi a dati più tecnici, il pannello utilizzato è un 5.5 pollici FullHD IPS con angoli di visuale sufficienti e colori ben tarati. Tuttavia, tramite impostazione software dedicata, è possibile andare a modificare la temperatura colore secondo la propria preferenza. La qualità generale è più che buona e, rapportato alla sua fascia di prezzo, si tratta di una piacevole sorpresa.
La leggibilità sotto il sole risulta essere nella media, permettendo di apprezzare contenuti anche nelle ore più difficili della giornata. La luminosità è buona e viene adattata in maniera precisa dal sensore dedicato.

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Buon display rapportato al prezzo

L’utilizzo quotidiano continuativo, sfortunatamente, svela un grande limite di questo pannello: la sensibilità al tocco. La problematica, ovviamente, viene amplificata durante la composizione di testi e, come supponibile, inizia a diventare fastidiosa dopo i primi minuti di approccio.

UI E PRESTAZIONI:

La mia esperienza con la Flyme è stata un connubio di amore ed odio. Volendo essere sinceri, più odio che amore. La versione del robottino verde installata rimane la 7.1.2, rilasciata più di un anno fa. Le patch di sicurezza, inoltre, sono aggiornate all’1 Novembre 2017 e, considerazione oggettiva, si tratta di un dato decisamente inaccettabile.

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Versione Android di oltre un anno fa, patch al limite della decenza

La grafica dell’interfaccia made-by-Meizu si fa apprezzare per semplicità e pulizia: le icone richiamano molto il gusto “flat“, le applicazione proprietarie sono di facile utilizzo e l’organizzazione generale è chiara ed immediata. Apprezzabile la presenza dei servizi Google, a partire dal Play Store fino ad arrivare a tutte le app principali della casa di Mountain View.

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Grafica carina, ma non basta per convincere

In termini di prestazioni, sfortunatamente, la Flyme è rimandata in attesa di nuovo giudizio. Durante l’uso quotidiano si verificano frequentemente ricaricamenti della schermata Home e, muovendosi tra le varie applicazioni, non è raro assistere a cali evidenti di frame.
Ovviamente questa problematica viene amplificata da un hardware datato, imputabile in particolar modo ai (soli) 3 GB di memoria RAM.
L’App Store targato Meizu presenta alcune problematiche riguardo alla traduzione in lingua italiana e, per quanto l’inglese sia ormai una lingua di estensione mondiale, sottolinea una scarsa attenzione da parte dell’azienda. Ovviamente si tratta di una problematica secondaria che, personalmente, non ha minimamente inficiato l’utilizzo quotidiano ma, per quanto si tratti di un piccolo dettaglio, è giusto evidenziarlo.
La formattazione di alcuni testi pecca di precisione, troncando parti di parole oppure inviando a capo lettere in maniera ingiustificata. Questa argomentazione si può verificare in (quasi) ogni ambito dell’interfaccia; dal multitasking alle notifiche fino ad arrivare alle impostazioni o all’anteprima degli sfondi.
Rimanendo in ambito di notifiche, questa Flyme ha qualche problema di troppo. La visualizzazione di queste ultime all’interno della tendina dedicata è spesso poco chiara e, molto frequentemente, vengono notificati solo alcuni messaggi piuttosto che altri.

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Notifiche problematiche. Colpa delle applicazioni?

Mentre le prestazioni all’interno dell’interfaccia risultano essere sotto le aspettative, lo stesso discorso non si può estendere al reparto gaming. Il merito deve essere attribuito all’Adreno 506 che, per quanto non sia una GPU recente, svolge i suoi doveri senza inciampare in drop frame. Titoli come Real Racing 3 vengono riprodotti con una buona fluidità generale e, ovviamente, Stack e altri giochini non mostrano alcuna problematica.

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Il gaming senza pensieri

MULTIMEDIA E FOTOCAMERA

L’equazione “Doppia fotocamera = Normalità” non deve più sorprendere, non in un mercato dove questa caratteristica viene usata ed abusata anche per meri fini di marketing.
Meizu M6 Note non rappresenta un’eccezione alla regola, presentando un doppio sensore ben integrato nel resto della scocca. L’obiettivo principale arriva alla risoluzione di 12 megapixel con apertura focale f/1.9 mentre il secondario si ferma alla risoluzione di 5 megapixel e permette di restituire un effetto bokeh simulato tramite software.

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La doppia fotocamera che non sorprende più

La qualità generale è buona e, ovviamente, gli scatti migliori vengono restituiti in condizioni di ottima illuminazione. Il livello di dettagli è apprezzabile e, fortunatamente, il rumore fotografico rimane nei limiti dell’accettabilità. L’HDR automatico funziona bene e, per quanto tenda a falsificare eccessivamente alcune tonalità cromatiche, permette di conservare una buona definizione. La situazione, come intuibile, peggiora in notturna dove i contorni risultano essere poco definiti e il rumore eccessivamente marcato. Per scatti in interna può venire in soccorso il quad-flash LED dual-tone che, peraltro, illumina in maniera uniforme.

Senza HDRCon HDR


L’interfaccia utilizzata da Meizu è chiara e consente di spostarsi tra le voci “Foto“, “Video” e “Bellezza” tramite semplici swipe. Le impostazioni sono essenziali e, oltre alla possibilità di selezionare la risoluzione degli scatti, permette l’inserimento di un watermark dedicato.
Non mancano, ovviamente, filtri ed effetti da poter applicare in tempo reale ad ogni immagine per quanto, opinione editoriale, si tratti di una funzione di dubbia utilità.
La modalità corrispondente l’utilizzo della doppia fotocamera è richiamata dall’icona posizionata nella barra superiore, raffigurante banalmente due lenti. Il corretto funzionamento viene garantito da un singolo parametro: l’oggetto a fuoco considerato, infatti, deve essere ad una distanza massima di 1.5 metri.
Gli scatti restituiti sono sufficienti anche se, come spesso succede, il bokeh risulta essere eccessivamente artificiale. I contorni sono spesso approssimativi e, sfortunatamente, l’effetto tende a sfocare parti importanti del soggetto.

La fotocamera frontale tocca la risoluzione di 16 megapixel, superando di fatto sulla carta le due fotocamere posteriori. I numeri grezzi raccontano poco rispetto l’effettiva bontà del sensore e, come sappiamo, spesso si tratta di semplici strategie per illudere utenti meno esperti. Fortunatamente non è il caso di questo M6 Note che, in linea di massima, restituisce scatti dalla qualità più che discreta, ben esposti e con un buon livello di dettaglio.
La casa cinese, tuttavia, ha deciso di non integrare un effetto bokeh per gli scatti frontali, nemmeno tramite software.

AUDIO

L’analisi del design non lascia spazio a dubbi: Meizu M6 Note è dotato di un singolo speaker, posizionato nella parte inferiore della scocca.
La qualità è più che buona, permettendo una riproduzione fedele ed accurata di tutte le frequenze. Il volume raggiunge livelli interessanti e, anche superando la soglia del 75%, non si avvertono distorsioni percepibili.

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Speaker mono, ottima qualità!

La regolazione del volume tramite slider è precisa ed accurata e, fidatevi, si tratta di un dettaglio apprezzabile e mai scontato.

RICEZIONE E PARTE TELEFONICA

La casa cinese si è ricordata dei nostri mercati e, intelligentemente, ha deciso di integrare la banda 20 anche su questo M6 Note. La ricezione è affidabile, mantenendo la connessione in 4G anche in situazioni difficili.
Tutti i test sono stati effettuati con sola SIM di TIM e, ovviamente, la variabile ricezione dipende anche dall’operatore a cui avete dato fiducia. La qualità restituita dalla capsula auricolare è buona, il volume è alto e non si avvertono disturbi fastidiosi durante le chiamate.

AUTONOMIA

L’autonomia, senza dubbio, è uno dei reparti di eccellenza di questo Meizu. La batteria montata è un’unità da 4000 mAh e, grazie all’utilizzo di componenti hardware con qualche anno sulle spalle, permette di ottenere risultati decisamente interessanti. Lo Snapdragon 625, come abbiamo visto su altri device, consente di contenere al massimo i consumi e, anche in stand-by, il battery-drain è pressoché nullo.

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Batteria top. Dite grazie allo Snapdragon 625

I miei test hanno permesso di totalizzare sei ore di schermo acceso con circa il 25% di autonomia residua. L’utilizzo è stato prevalentemente sotto connessione dati in 4G con visualizzazione di contenuti su Netflix e YouTube, una casella mail in push continuo e molto utilizzo social.
I dati, come prevedibile, sarebbero migliorati ulteriormente sotto connessione Wi-Fi ma, ovviamente, risultati simili sono ugualmente sorprendenti.

CONCLUSIONI

Meizu M6 Note non si arroga la presunzione di volere stravolgere le carte in tavola. La casa cinese ha preferito mantenere una linea di continuità con il passato, cercando di rimanere legata a soluzioni e strategie già utilizzate.
Il grande errore di questo smartphone rimane legato al software e, più nello specifico, all’interfaccia Flyme. Per quanto esteticamente appagante, si trascina sulle spalle il peso di disattenzioni e prestazioni lontanissime rispetto alla concorrenza.

Android 7.1.2 non è più accettabile nel contesto odierno, non da un brand che sta cercando di conquistare numeri e fasce di mercato sempre più importanti. Gli aggiornamenti software e, più in generale, il supporto post-vendita non possono essere considerati dall’azienda come semplici optional da pagare a parte.
M6 Note meritava qualche attenzione in più ma, sfortunatamente, in Meizu lo hanno condannato al dimenticatoio troppo presto.

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