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L’ Applicazione “Immuni” solleva il problema della privacy: non vi siete accorti che l’abbiamo persa da tempo?

STIMA TEMPO DI LETTURA: 5 min

In questi giorni sono emerse diverse polemiche per quanto riguarda la futura app ” immuni“, in moltissimi si dicono scettici nello scaricarla, dubbi e insicurezze sono all’ordine del giorno, ma cos’è che ci mette davvero paura?

L’ APPLICAZIONE IMMUNI METTERÀ A RISCHIO LA NOSTRA PRIVACY?

Gli italiani ( forse) sono poco consapevoli di ciò che accade quotidianamente attraverso i mezzi tecnologici; un improvviso monitoraggio dei propri spostamenti scaturisce in noi una sensazione di ” paura”, quasi come quella di essere pienamente controllati. In parte è vero, ma non vi siete accorti che è così da tempo? Il nostro smartphone sa tutto di noi: ristorante preferito, quanti passi facciamo, le carte di credito, impronte digitali e molto altro, ma allora dov’è il problema?

Ovviamente essendo in democrazia è giusto non imporre o rendere delle scelte non più tali ed obbligatorie, tuttavia vi è davvero bisogno di chiarezza. Probabilmente le modalità proposte sono sbagliate, forse si poteva fare di meglio, ma non spetta a noi dirlo.

applicazione immuni

Per chi non lo sapesse, i nostri smartwatch più costosi, i social e lo smartphone in sè, sono in grado di salvare il nostro quotidiano e riproporcelo frequentemente. Negli ultimi anni siamo in grado di salvaguardare anche la nostra salute ed è ciò che forse dovremmo fare anche oggi. Vi siete accorti di quanto i nostri device riescano a conoscerci così bene?

La tecnologia è sempre più bella e rivoluzionaria, le nostre giornate sono sempre più semplificate da prodotti tech, ma credete davvero che la privacy sia al sicuro? Banalmente dei piccoli oggetti smart dotati di microfono potrebbero ” registrare” ogni nostra conversazione al fine di conservarla in chissà quale parte del mondo; dietro ogni piccolo oggetto si nasconde qualcosa di incontrollabile, forse il problema esiste da tempo?

immagine social

” Stupidamente” quando si avvia un giochino, o un quiz di quelli ” carucci” su Facebook stiamo regalando gran parte delle nostre informazioni senza nemmeno accorgercene. Forse in modalità ” nascosta” crediamo di essere al sicuro, ma non è così; Google e Apple fanno sapere di voler mettere al sicuro i dati sensibili degli utenti, quindi loro sono la parte generosa del mondo tech? Questi colossi sono da sempre al centro delle polemiche e aimè non così ” gentili” con la privacy altrui.

Il governo fa sapere che l’applicazione immuni non sarà obbligatoria e tanto meno raccoglierà i dati sensibili di ognuno di noi, ma sarà vero? Il principio di tutto è proprio quest’ultimo: la verità. La poca trasparenza sta facendo emergere in ognuno di noi mille domande, seguite da insicurezze e dubbi, d’altronde chiunque tira l’acqua al suo mulino ( come si suol dire) e il caos genera da sempre grandi polemiche. Ognuno di noi si sarà fatto la propria idea a riguardo, ma lei? La nostra privacy, conta davvero?

Proprio ieri il commissario Arcuri ha rilasciato questa dichiarazione: “Immuni si baserà sull’installazione volontaria da parte degli utenti e il suo funzionamento potrà cessare non appena terminerà la fase di emergenza, con cancellazione di tutti i dati generati durante il suo funzionamento”

COME FUNZIONA L’ APPLICAZIONE

L’ applicazione Immuni è stata scelta per contenere la diffusione dei contagi, essa sarà in grado di tenere traccia di tutti gli spostamenti avvenuti e ” monitorare” il nostro stato di salute.

Stando a quanto detto, quest’ultima vanterà dell’ esclusivo utilizzo della tecnologia bluetooth, ragion per cui, l’esclusione del ” gps” dovrebbe salvaguardare alcuni dettagli riguardanti la privacy.

contagi immuni -applicazione contro il covid19

La struttura di essa prevede una parte dedicata alla registrazione, una sorta di diario clinico all’interno del quale dovrà essere riportata la propria condizione di salute e, una volta eseguite tutte le indicazioni, sarà lei stessa a generarci un potenziale codice.

Ognuno di noi avrà dunque un codice identificativo e anonimo che, attraverso il bluetooth, andrà a scontrarsi con quello di un altro. Questa funzione prenderà il nome di ” contact tracing”.

Non vi è dunque una sorta di geolocalizzazione, ma rimane la possibilità di ricevere un messaggio istantaneo nel caso in cui si fosse venuti a contatto con un positivo.

Qualora si risultasse positivi bisognerà tutelare gli altri e avviare la procedura di isolamento, tuttavia chi non rispetterà le regole andrà in contro a grosse sanzioni.

NON VOGLIAMO RINUNCIARE ALLA PRIVACY NEMMENO PER LA SALUTE?

Non è innegabile che questa situazione stia alimentando polemiche e interrogativi vasti, senza forse tener conto della vera concretezza dell’app. Non siamo forse pronti a rinunciare alla nostra privacy nemmeno quando si tratta di un contesto riguardante la salute? L’ idea e il principio di essa è quella di migliorare la situazione attuale, e per quanto la privacy rimanga un diritto di tutti, forse ora dovrebbe essere lasciata da parte.

È bene sempre salvaguardare i propri dati e non è giusto che ve ne sia una speculazione indiscreta e personale; Il sacrificio attuale dovrebbe servire ad un interesse comunitario e, forse, il fine giustifica i mezzi.

Immuni sarà disponibile a partire da Maggio e scaricabile su tutti i dispositivi iOS e Android.

La privacy rimarrà per noi un punto interrogativo costante. Forse dovremmo rassegnarci al fatto di averla persa da tempo? Fateci sapere cosa ne pensate.

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9 commenti

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Simone 22 Aprile 2020 at 13:01

Non si vuole lasciare la possibilità “nel caso di necessità ” di accedere a spostamenti e altri dati personali del singolo individuo. Quando esiste un’alternativa che si basa sulla gestione periferica delle informazioni (vedi progetto google+apple).
In ogni caso l’applicazione sarà inutile al suo utilizzo. Uscirà troppo tardi, in pochi saranno disposti ad usarla, gli anziani saranno pressoché incapaci di utilizzarla avendo in linea di massima poca dimestichezza con smarthphone e simili. Potrebbe essere sviluppata in previsione di un eventualita futura , rendendola però rispettosa nei confronti della privacy con un immagazzinamento periferico dei dati. Basti guardare in china lapp da loro utilizzata ha avuto un adesione del 12% e se ricordo bene i dati sono gestiti in modo periferico da quella applicazione.

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Le offerte valide solo per oggi da Mediaworld - Evosmart.it 22 Aprile 2020 at 16:00

[…] L’ Applicazione “Immuni” solleva il problema della privacy: non vi siete accorti c… […]

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Asd 22 Aprile 2020 at 19:09

Quelle che l’autore dell’articolo non afferra è la sottile differenza che passa dall’essere spiato da una corporation per fini economici, dall’essere spiato da uno stato padre padrone che potrà sapere tutto di te.
È esattamente la stessa differenza che passa tra chi usa waze come navigatore e chi invece usa la scatola nera dell’assicurazione, quest’ultima è comoda solo a loro per dimostrare che eri fuori norma, mentre ad esempio waze sa esattamente che strada percorri ma non sta lì a sindacare.

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