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Google chiuderà Allo nel mese di marzo

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Google Allo è un servizio di messaggistica istantaneo di casa Google inteso dalla compagnia statunitense, colosso dei motori di ricerca e del web di oggi, come rimpiazzo per gli ormai obsoleti SMS. Il servizio Allo è stato, inoltre, la prima App Google ad integrare Google Assistant, l’assistente digitale che ormai ci accompagna tutti i giorni.

Di recente, Google Allo ha subito un downtime di diverse ore, che ha impedito agli utenti dell’applicazione di poter comunicare fra di loro. In seguito al problema tecnico, la casa californiana ha pubblicato sul suo blog un post dove dichiara l’intenzione di sospendere il servizio.

Big G sembrerebbe intenzionata a chiudere il servizio Allo per potersi concentrare di più sull’integrazione degli SMS dell’applicazione Messaggi col sistema RCS (Rich Communications Service). Probabilmente molte delle funzionalità di Google Allo saranno integrate con l’applicazione Messaggi dei Google Phone, che sarà interamente basata sui servizi RCS.

ALLO IN FIN DI VITA: IL SERVIZIO CHIUDE A MARZO 2019

L’idea di Google è quella di portare sui messaggi di testo di sistema alcune feature disponibili sulle piattaforme di instant messaging di terze parti più comuni. Feature che sono presenti anche all’interno della suite iMessage di Apple, che ricordiamo essere il servizio di Instant Messaging più utilizzato negli Stati Uniti.

Speriamo che Google riesca nell’intento di migliorare il servizio SMS, a tal punto da renderlo davvero competitivo con la proposta di Apple. È ormai un po’ di tempo che si sente la necessità sulla piattaforma Android dell’introduzione di un servizio di Instant Messaging di bandiera, gestito direttamente da mamma Google, ed integrato alla perfezione col sistema operativo e col resto dell’ecosistema.

Probabilmente, l’idea di Google è quella di integrare i messaggi con tutti gli apparati smart che la compagnia mette attualmente a disposizione. Grazie all’integrazione con i vari servizi di Google, potremmo presto vedere un ecosistema completo come quello di Apple, basato però sulle tecnologie di Big G.

Via: GSMArena

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