Motorola RAZR sarà il punto di partenza per gli smartphone pieghevoli?
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Motorola RAZR sarà il punto di partenza per gli smartphone pieghevoli?

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All’inizio l’intenzione era quella di scrivere un editoriale molto più critico verso quello che è ad oggi le tecnologia dei dispositivi flessibili. In seguito al lancio del nuovo RAZR di Motorola invece mi sono riaperto alle possibilità date da questa tecnologia. È troppo presto per dire dove andrà in futuro il mercato, ma personalmente mi sento di scommettere sulla scelta fatta da Motorola. In questo articolo vi spiegherò il perché.

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PERCHÈ SAMSUNG GALAXY FOLD NON CONVINCE?

La tendenza da parte dei produttori, nel voler ingigantire a tutti i costi gli schermi dei nostri smartphone pare non abbia limiti. Questa tendenza si è vistosamente palesata nella realizzazione dei primissimi concept di smartphone flessibili. Samsung, Huawei, TCL e Xiaomi con prodotti più o meno definitivi voglio farci portare in tasca un tablet. Molti di questi approcci espongono pericolosamente lo schermo (realizzato in plastica e molto fragile) all’esterno. L’unico presente effettivamente in commercio (Galaxy Fold) pur avendo il display flessibile all’interno mostra delle evidenti criticità.

Abbiamo avuto occasione di provare il Galaxy Fold solamente per pochi minuti ad IFA di Berlino quindi non possiamo darvi un’opinione diretta. Ma aldilà dello stupore iniziale dovuto al primo approccio, sorgono subito due importanti difetti. Il primo è che per chiuderlo il modo più intuitivo per farlo sarà quello di far pressione al centro del display, non certo il massimo. Infatti il particolare formato a “libro” e la resistenza della cerniera non rende intuitiva e facile la sua chiusura. Inoltre per via della soluzione scelta da Samsung il dispositivo, non può chiudersi su se stesso in modo perfetto. In questo modo c’è quel fastidioso effetto “gobba” e il dispositivo quindi non si chiude completamente.

Samsung Galaxy Fold

Per quanto riguarda l’ergonomia nell’uso quotidiano per il momento possiamo affidarci solamente sulle impressioni degli altri blogger italiani. Da chiuso il piccolo schermo da 4,6″ non invoglia certamente all’uso dello smartphone e può tornare comodo solamente per effettuare una chiamata e, litigando con la minuscola tastiera, magari rispondere velocemente a qualche messaggio. Da aperto ci scontriamo con il limite vero e proprio di Android, ovvero quella cronica incapacità di sfruttare al meglio schermi di dimensioni generose come quelle di un tablet, questo nonostante le implementazioni introdotte da Samsung. Inoltre la stessa fruizione dei contenuti multimediali è inficiata da un fastidioso notch sull’angolo superiore destro (ma con tutte quelle fotocamere ce n’era davvero il bisogno?).

PERCHÈ CI SENTIAMO DI PROMUOVERE RAZR?

Motorola RAZR sarà il punto di partenza per gli smartphone pieghevoli?
RAZR risorge dalle ceneri: passato e futuro | Fonte: Digital Trends

Motorola RAZR a differenza di tutti gli altri si muove in direzione praticamente opposta, ovvero punta a rendere più tascabili gli attuali smartphone. La particolare cerniera ingegnerizzata insieme al team di ricerca e sviluppo di Lenovo permette al dispositivo da chiudersi completamente, in questo modo non solo viene preservato il design filante e compatto di RAZR ma, mentre non viene usato, il fragile display flessibile resta protetto all’interno del dispositivo. Lo stesso meccanismo permette, una volta aperto, di ridurre al minimo quel fastidioso scalino presente sulla cerniera, scalino che invece su Galaxy Fold risulta piuttosto evidente sia alla vista che al tatto. Non manca come da tradizione un piccolo schermo esterno a colori che permette di visualizzare le notifiche, attivare i toggle e anche scattare qualche selfie, evitandoci la necessità di aprire continuamente lo smartphone. In pratica la stessa funzione che può svolgere lo schermo esterno del Fold di Samsung ma che non ha la pretesa di sostituirsi allo schermo principale, di fatto è come se fosse una vera e propria evoluzione del consolidato Moto Display.

Motorola RAZR sarà il punto di partenza per gli smartphone pieghevoli?
La cerniera ingegnerizzata da Motorola permette una chiusura completa | Evosmart.it

Quindi è tutto rose e fiori? Assolutamente no. La tecnologia è una continua ricerca del compromesso migliore e i compromessi qui ovviamente non mancano. Per avere un formato quanto più tascabile lo spazio da dedicare alla batteria è notevolmente ridotto. Ciò ha portato necessariamente alla scelta di un processore sì prestante, ma meno energivoro di quelli proposti nella serie Snapdragon 8XX di Qualcomm. Ma la domanda è: abbiamo veramente bisogno di tutta quella potenza?

L’altro enorme scoglio è il prezzo. Un prezzo che sarà alto per tutti gli smartphone flessibili che verranno lanciati entro i primi due/tre anni. Questo perché si tratta di una tecnologia nuova e ancora immatura per il mercato di massa. Se col tempo verranno risolti questi problemi di gioventù forse davvero potremo definire i pieghevoli come il futuro della telefonia.

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