Tesla Autopilot
Focus Mobilità elettrica

Autopilot – La visione di guida autonoma di Tesla e la regolamentazione Europea

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Autopilot, il nome scelto da Tesla per la sua guida autonoma, è un sistema in grado di riconoscere la carreggiata, mantenere la direzione, mantenere le distanze dai veicoli difronte ed ai lati e reagisce attivamente agli ostacoli mantenendosi distante e o frenando in caso di possibile collisione. E’ un sistema veramente complesso ed intelligente.

Autopilot – La visione di guida autonoma di Tesla e la regolamentazione Europea
Autopilot – La visione di guida autonoma di Tesla e la regolamentazione Europea | Evosmart.it

Il nome “Autopilot” è controverso, infatti alcuni dicono che sia fuorviante, perchè non è ancora al livello da essere completamente indipendente e quindi automatico, ma diciamo che ci stiamo arrivando.

“Intelligente” , il sistema infatti alla base di questa tecnologia è l’Intelligenza Artificiale. Sono diversi anni che questa IA impara a comportarsi nel traffico, grazie alle 900.000 Tesla in circolazione nel mondo.

Leggi anche: Tesla Model S e Model X: in arrivo alcune novità!

HW 3.0 per un Autopilot più efficiente

Tesla alla fine di maggio 2019 ha presentato al mondo il suo hardware 3.0 un hardware completamente disegnato dagli ingegneri Tesla, in grado di analizzare molto più velocemente i fotogrammi che compongono i vari video, che vengono inviati al computer centrale dalle 8 telecamere disposte attorno al veicolo.

In caso di comportamento anomalo Tesla può decidere di interrogare la sua flotta di auto chiedendo delle specifiche immagini (inviate in forma anonima) che poi potranno essere catalogate da impiegati tesla , così da affinare sempre di più l’intelligenza artificiale. Ad esempio potrebbe chiedere immagini di ciclisti, in questo caso la flotta potrebbe spedire immagini catturate dalle telecamere, che raffigurano anche ad esempio biciclette fissate su portapacchi di auto, in questo modo è possibile migliorare l’interpretazione che l’intelligenza artificiale fa, istruendola, comunicando alla AI che si, trattasi di una bicicletta, ma il comportamento intrapreso dall’auto deve essere necessariamente diverso. Perchè non è un ciclista su strada , ma semplicemente una bicicletta agganciata ad un supporto per il suo mero trasporto.

Tutte queste regole sono in continuo mutamento e Autopilot letteralmente impara per ogni centimetro che viene percorso su strada, ogni secondo vengono analizzate circa 2300 immagini e può effettuare circa 144 milioni di calcoli !

Sembrano numeri veramente importanti, immaginate il nostro cervello quanti ne riesce a fare …

In questo video ho provato a far investire mia moglie con autopilot attivo. (non ce l’ho fatta)

Da quando ho acquistato Tesla Model 3 autopilot si è aggiornato veramente tanto , aggiungendo nuove funzionalità, nuove capacità di rilevazione ecc …

Ad esempio “Navigate on Autopilot” , funzione recentemente introdotta, è una prima bozza di come sarà la guida autonoma al 100% , data una destinazione di arrivo disegna sulla mappa il percorso e l’auto vi “porterà”, suggerendo cambi di corsia, per “prendere” ad esempio, diverse intersezioni autostradali.

Autopilot è diverso in tutto il mondo

In base alle regolamentazioni vigenti nelle zone in cui viene utilizzato. Ad esempio in Europa si comporta diversamente che in America, riducendo i tempi di reazione per il cambio di corsia o anche riducendo l’angolo di sterzo massimo possibile. A volte queste regole ne limitano l’utilizzo ed alcune volte peggiorano l’esperienza di guida.

Un esempio di come la regolamentazione Europea castri Autopilot di Tesla

In questo momento Autopilot è ancora in una fase BETA, l’arrivo della guida completamente autonoma è ancora lontana, ma tutti noi speriamo che nei prossimi mesi o anni diventi una realtà consolidata ed utilizzata da tutti i veicoli messi su strada.

Sicuramente con l’imminente arrivo del 5G vedremo diverse migliorie, attendiamo che la nuova rete venga introdotta in Italia al più presto e dia una spinta veloce a questa nuova e utilissima tecnologia.

Matteo Valenza

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